Davide Corritore (Pd) ad Affaritaliani.it: “Sui derivati Albertini ha gravi responsabilità politiche"
Ovvero?
"Albertini, che aveva mutui con 15 anni di scadenza, li ha sostituiti con mutui di una durata superiore le cui quote di restituzione di capitale venivano spalmate nel tempo: in 30 anni anziché in 15, trasferendo così alle generazioni future il rimborso di quei debiti. Accanto a ciò l'ex sindaco, quando fece quell'operazione, spostò il rimborso della prima rata nell'accordo con le banche all'anno successivo, ottenendo un beneficio in termini di rimborso di capitale di 100 milioni di euro nel primo anno. Quello che lui chiama il risparmio del Comune di Milano. La sostanza vera di questo trucco di legalità sta nel fatto che le generazioni successive pagheranno il beneficio che lui ha avuto durante il suo mandato. Questo già in se è fortemente criticabile. Ma ciò che è più grave è il rischio che il Comune si è accollato e che sta generando una minus valenza di 300 milioni di euro. Tutto questo è una ferita enorme".
Albertini dice che l'operazione derivati fu ritenuta positiva anche da consiglieri dell'opposizione...
"Sono stupefatto. Soprattutto perché nell'informazione su questa operazione vi è uno degli aspetti più delicati della vicenda derivati. La decisione di effettuare derivati che cambiavano l'esposizione dal tasso fisso a quello variabile fu tenuta all'oscuro di tutti i livelli istituzionali, consiglio comunale compreso, che deliberò l'emissione del bond. Soltanto sei mesi fa si è venuto a sapere questa cosa in consiglio grazie alla nostra denuncia. E nemmeno i consiglieri di maggioranza sapevano della trasformazione dal tasso fisso a quello variabile. Questo fatto è gravissimo".
Come può essere successo?
"Se fosse stato raccontato che il Comune di Milano assumeva un rischio del genere sarebbe venuto fuori un pandemonio. La verità però è ancor più grave: quella operazione non si poteva fare per legge. Addirittura fu tenuta occulta l'esistenza di vecchi derivati in essere. Perdite che furono trasferite alla banche con cui sono stati conclusi i derivati nel 2005. Se fosse emersa l'esistenza di vecchie perdite si sarebbe andati incontro alla violazione della normativa che prevede un obbligo di convenienza economica per le operazioni di rifinanziamento. Se tutta la verità si fosse raccontata, la famosa operazione dei bond del 2005 non si sarebbe potuta fare in quanto non conforme alla normativa. Ma al di là degli errori finanziari e degli occultamenti di verità ci sono state una serie di violazioni delle normative sull'utilizzo dei derivati compiute in diverse fasi di questa operazione. Illeciti da noi descritti nell'esposto presentato alla Procura".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















