David Parenzo porta Genchi sul palco del Parenti: "Nasce il theater talk", spiega ad Affari
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David Parenzo, 33 anni, conduce il talk show più seguito delle televisioni del Nord: Iceberg, su Telelombardia. "Ma ci sono cose che la televisione non può spiegare", dice ad Affaritaliani.it annunciando lo spettacolo "Il caso Genchi", sulle scene del Teatro Franco Parenti domenica alle ore 21.
Da presentatore ad attore...
Non esageriamo. Io sono in scena, sono la voce che racconta il caso con Edoardo Montolli, autore del libro "Il caso Genchi". Ci saranno due attori. E ci sarà anche Genchi, ovviamente.
Perché parlare di Genchi in teatro?
L'idea è quella di fare un theater talk. Un nuovo genere che stiamo lanciando. Il Teatro Franco Parenti di Milano produce lo spettacolo, Andreè Ruth Shammah crede fortemente in questo progetto.
Già l'anno scorso avevate fatto una rappresentazione legata all'attualità...
Siamo partiti con lo spettacolo "Bancarotta", basato sul mio libro, che aveva come tema l'economia. Quest'anno c'è Genchi. Il terzo atto di questa trilogia sarà con Fabio Ghioni, l'hacker della Telecom e si chiamerà Hacker Republic, in scena a maggio, dove racconteremo il controllo globale.
| IL CASO GENCHI «In “Why Not” avevo trovato le stesse persone sulle quali indagavo per la strage di via D’Amelio. L’unica altra indagine della mia vita che non fu possibile finire». Inizia così il dialogo tra Gioacchino Genchi e Edoardo Montolli, su ciò che Berlusconi definì «il più grande scandalo della Repubblica», l’archivio Genchi. Un materiale così scottante da riscrivere gli ultimi vent’anni: da Tangentopoli alle scalate bancarie, dai grandi crac ai processi clamorosi, fino a Falcone e Borsellino, «con elementi nuovi che aprono enormi squarci nelle istituzioni». Non teoremi, ma fatti: «Indagini e amicizie impensabili, uno scioccante dietro le quinte». |
Perché il caso Genchi è interessante per l'opinione pubblica?
E' interessante la formula teatro. Ci sono storie che in televisione non si riesce a sviluppare. Parlo da persona che fa tv e che ne è innamorato: la televisione per ritmi, per esigenze di media, non ha possibilità di approfondire quanto il teatro, dove c'è un pubblico che viene apposta. Paga un biglietto ed è disposto ad ascoltare una storia. Il Teatro torna ad essere, insieme ad internet, una piazza dove si ha il contatto con la gente. La tv, in questo, è molto più fredda.
L'anno scorso come è andata?
Abbiamo riempito la sala, con due repliche. Poi abbiamo portato in giro questo spettacolo per l'Italia.



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