Extracomunitari, d'ora in poi potranno essere assunti come portinai nelle case popolari

Venerdì, 6 agosto 2010 - 20:00:00

MA C'E' CHI HA NOSTALGIA DELLA CARA VECCHIA PORTINAIA...

La lettera di Francesca: "Ho nostalgia della portinaia. Quella signora che conosce tutti, quella voce amica delle giornate di agosto quando nel palazzo non c'è nessuno. Sono figure che una volta aiutavano a costruirsi una identità, una delle piccole certezze quotidiane come il bottegaio sotto casa. Ora è tutto spersonalizzante. Nel mio palazzo c'era la signora Angela. Ci conosceva, preparava la merenza per i miei bambini. E' stata mandata via e sostituita da un'impresa di pulizia. Niente in contrario, nessun razzismo, ma che nostalgia.Oltre all'affetto, la portinaia, anche pettegola come vogliono le leggende, faceva parte delle usanze e delle piccole felicità che offriva il mondo di una volta. Il suo viso sempre allegro era un punto di riferimento per tutti".

Francesca De Bruni

Chissà che non sia una novella Renée, la portinaia protagonista del romanzo di Muriel Barbery "L'Eleganza del Riccio": donna in apparenza ruvida, ma dal cuore grande, capace di ingraziarsi gli inquilini di un’elegante residenza parigina. Forse anche Sonia Coralcaicedo, cittadina ecuadoregna da 11 anni in Italia, saprà conquistarsi giorno dopo giorno la simpatia e l’affetto degli abitanti di un grigio palazzo milanese.

Soprattutto ora che il giudice le ha dato ragione: potrà concorrere per un posto da custode come dipendente dell’Aler (per cui aveva già lavorato, ma tramite cooperativa). Lo scorso aprile, supportata dalla Cisl di Milano, aveva presentato ricorso contro un bando dell'Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, che prevedeva la cittadinanza italiana o europea per essere assunti in una portineria nelle case popolari. "Non può essere invocata la maggiore affidabilità del cittadino italiano o comunitario rispetto allo straniero – recita la sentenza del tribunale di Milano - quando la mansione da svolgere sia tecnico-operativa e non implichi l'esercizio di funzioni pubbliche".

"Non era certo intenzione dell'azienda fare discriminazioni, tanto è vero che abbiamo già dei dipendenti extracomunitari", ha commentato Domenico Ippolito, direttore generale dell'Aler. "Per il bando ci eravamo affidati a una società esterna, che ha seguito le procedure utilizzate solitamente per i concorsi pubblici. Ma abbiamo dato immediata attuazione alla sentenza e la raccolta delle domande di ammissione e' stata  riaperta fino al 2 settembre".

Impiego poco qualificato, mal retribuito, magari noioso, spesso fastidioso. Quello del custode è un mestiere che gli italiani sembrano snobbare. Perché, se ufficialmente l'unico capo è l'amministratore del palazzo, in realtà ogni condomino si sente in diritto di dire la sua a chi sta nella guardiola d’ingresso. Secondo l'Associazione Nazionale Addetti ai Servizi Condominiali e di Fabbricato, in questa categoria si registra una presenza massiccia di stranieri, almeno il 15% del totale.

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Sono sempre più numerosi gli immigrati che si stanno inserendo nel terziario, riempiendo gli spazi  lasciati vuoti dagli italiani. Secondo una recente indagine - svolta da Ismu, Censis e Iprs per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - su un campione di circa 16 mila stranieri, più di due terzi sono impiegati nell’ambito dei servizi (40,7%) o del commercio (22,5%). Fra i mestieri più ricorrenti, quelli di addetto alla ristorazione e alle attività alberghiere (16%), assistente domiciliare (10%, ma 19% tra le donne), operaio generico nei servizi (9%), nell’industria (8,3%, ma 11,5% tra gli uomini) e nell’edilizia (8%, ma 15,3% tra gli uomini). Le figure più qualificate sono anche le meno diffuse: i professionisti (2,4%), gli operai specializzati (2,2%), i medici e paramedici (1,7%), i titolari di impresa (0,5%) e i tecnici specializzati (0,2%).

Certo, nonostante la vicenda di Sonia, gli extracomunitari continueranno a non fare i medici, né gli insegnanti a scuola, perché ai concorsi pubblici partecipano solo i cittadini europei. Ma si stanno comunque inserendo nella società e nell'economia italiana buttandosi su altri mestieri, a scapito della professionalità acquisita in patria. Non è per nulla insolito, ormai, vedere un cinese, un sudamericano o un africano nelle tabaccherie, nei bar, nelle edicole, nei negozi e, naturalmente, nelle portinerie dei condomini.

Con buona pace della Lega Nord, che dopo la sentenza del tribunale milanese ha prontamente lanciato i suoi strali dalle colonne del quotidiano "La Padania": "Avanti così e gli stranieri comanderanno le case popolari".

Gemma Petroselli

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