Sel/ Il cattolicesimo da marciapiede del Consiglio Regionale
In Lombardia si torna a discutere del crocifisso negli spazi pubblici. Oggi la VII Commissione Cultura del Consiglio lombardo ha approvato a maggioranza il progetto di legge della Lega Nord sull'esposizione del Crocifisso negli spazi regionali. "Il provvedimento - spiega il relatore e consigliere del Carroccio, Alessandro Marelli - dispone l'esposizione del Crocifisso in tutte le sale istituzionali e di ingresso di ogni edificio di Regione Lombardia". Secondo l'esponente leghista "si tratta di una battaglia di civilta' e di difesa dei nostri valori. Il Crocifisso non e' solo una icona spirituale e religiosa del Cristianesimo ma rappresenta altresi' la nostra identita' storica-culturale e i concetti di fratellanza, di pace e di giustizia. Come ribadito piu' volte dalla giurisprudenza italiana e confermato dalla recente sentenza della Corte europea, va riconosciuto al Crocifisso, oltre al significato per i credenti, il valore di simbolo di questa nostra civilta', della nostra cultura umanistica e della nostra coscienza etica". Insomma, "al contrario di quanto affermato dagli esponenti del Pd, nessuno vuole svuotare il simbolo del Crocifisso dalla sua valenza religiosa, ma abbiamo ritenuto di evidenziare, nel progetto di legge, i suoi valori civilmente rilevanti". Il provvedimento approvato oggi in Commissione, a differenza di quanto sostengono i democratici, non e' impugnabile. La stessa Cassazione ha stabilito infatti che "il principio di laicita' dello Stato nell'ordinamento italiano non esclude la presenza del Crocifisso negli spazi pubblici".
SEL, CAVALLI: CATTOLICESIMO DA MARCIAPIEDE - “Oggi il centrodestra in Commissione VII ha deciso responsabilmente di impegnare tempo e menti sul sofisticato progetto di legge della Lega Nord, che obbliga all’esposizione del crocifisso e di simboli cattolici nei locali di Regione Lombardia - dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale Sinistra Ecologia Libertà -. Al di là delle discutibili priorità di una maggioranza che deve infilarsi nelle più impensabili inezie per evitare il confronto politico su temi di concreto interesse pubblico, registriamo un medioevale e preoccupante passo in avanti nel campo del feticismo religioso, che preferisce icone da martellare al muro piuttosto che valori da esercitare. Non sarà sicuramente un caso il voto redento della consigliera Minetti che rappresenta in toto, nel suo passato recente, quanto di più lontano dalla serietà, sobrietà e castità professata. In Aula ci opporremo - sostenuti dal principio di laicità dello Stato sancito dalla Costituzione - a questo inutile Pdl. Pronti comunque a rispettarlo, nel caso in cui fosse approvato a maggioranza, con l’esposizione nei nostri uffici di Santa Sarah, protettrice dei rom”.
PD LOMBARDIA, LEGA LO USA COME SUPPELLETTILE - La Lega Nord usa il crocifisso come una suppellettile. A dirlo e' il Pd lombardo, dopo che la VII commissione Cultura del consiglio regionale ha approvato oggi il disegno di legge che prevede l'esposizione del crocifisso in tutti gli stabili di Regione Lombardia. "Sottolineando che la Regione ha il diritto di esporre cio' che vuole nei suoi locali - scrivono in una nota i consiglieri Pd Fabio Pizzul e Mario Barboni - come avviene per la Rosa Camuna o altri simboli civili, la Lega ha inteso promuovere la presenza del crocifisso come simbolo laico di fratellanza e tolleranza, spogliandolo di gran parte del suo significato religioso e identificandolo come simbolo identitario e tradizionale". Secondo i due esponenti democratici "la sensazione e' che ci sia stata una pervicace volonta' di approvare una legge non necessaria, e forse anche al di fuori delle competenze della Regione, unicamente per marcare una primogenitura nella difesa di valori che andrebbero vissuti piu' che solamente proclamati e che non possono certo essere promossi con la semplice esposizione di quello che la legge rischia di trasformare in un semplice elemento di arredo". Va anche sottolineato, continuano, "come non sia necessaria una legge regionale per prevedere l'esposizione del crocifisso nei locali della Regione, sarebbe bastata una circolare della Giunta o della presidenza del Consiglio ma che evidentemente non avrebbe pero' avuto lo stesso valore mediatico".



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