Pdl/ Corsaro ad Affari: Mantovani? Serve una persona a tempo pieno
Rivoluzione nel Pdl lombardo, dopo le dimissioni di Guido Podestà da coordinatore regionale del Pdl lascia anche il suo vice. "Le nostre dimissioni sono state argomentate in modo chiaro e preciso per la sopraggiunta di una serie di impegni che ci porteranno via del tempo. Quindi meglio qualcuno che si possa dedicare a tempo pieno in vista della campagna per le amministrative". Massimo Corsaro, in un'intervista ad Affaritaliani.it parla a tutto campo delle ultime vicende che stanno scuotendo il partito, dalle sue dimissioni alla vicenda della consigliera Minetti. 
Massimo Corsaro
Quanto ha pesato la bufera sulla consigliera del Pdl coinvolta nel caso Ruby?
"Ho questi ultimi due giorni ho incontrato il premier e non mi ha mai fatto menzione della vicenda. Guido aveva difficoltà a dedicare il tempo necessario soprattutto ora che è diventato anche presidente del Consiglio delle autonomie. Ha scelto il momento più opportuno per dimettersi, proprio all'inizo di una stagione che ha delle scadenze elettorali che vede coinvolti i vertici regionali. Io ho colto l'occasione per consentire ai vertici del partito una nomina complessiva del nuovo organo dirigente. Essendo diventato vicepresidente Vicario del gruppo Pdl alla Camera dei Deputati dovrò dedicare più tempo all vicende nazionali".
Le nuove carte complicano la posizione della consigliera Minetti, secondo le si deve dimettere?
"Aspetto di capire quale sia il reato".
Induzione e favoreggiamento della prostituzione...
"Difficile, visto che l'eventuale prostituta (Ruby, ndr) dichiara ai quattro venti di non essersi mai palesata come minorenne a di non aver mai intrattenuto rapporti sessuali con il premier".
Quindi?
"E' un'indagine anomala nelle modalità e nella forma. E' una vicenda che ha visto intercettate centinaia di persone, messo sotto controllo l'abitazione del premier, che è stata azionata non per una notizia di reato ma per cercare un reato con una procedura giuridica che si destina solo alle indagini per mafia. Il tutto per iscrivere nel registro degli indagati il premier, con una tempistica curiosa, e proprio una settimana dopo che Camera e Senato hanno rigettato una mozione di sfiducia contro il governo. L'inchiesta ha un obiettivo non giudiziario ma politico".
Un complotto?
"E' una manovra che tende ad avere un impatto politico prima che sostanziale. Abbiamo impiegato 150 uomini della criminalpol per scoprire che a Berlusconi piace passare le sue serate in compagnia di donne. Se si chiamava direttamente l'interessato non avrebbe fatto mistero della cosa e avremmo risparmiato tempo e soldi".
Tornando al partito, Mantavani è l'uomo giusto per il Pdl lombardo in vista delle amministrative?
"E' uno dei nomi in prima linea. L'importante è che chi assumerà il ruolo sia grado di dedicarsi totalmente al partito in vista degli impegni importanti".
Ma Mantovani ha anche altri incarichi?
"Mantovani è un'ottima scelta ma ci sono anche altre scelte potenziali".
Lara Comi?
"L'importante è che si possa dedicare a tempo pieno al partito"
Con Mantovani, uomo del territorio, la Lega ha qualcosa da temere?
"La Lega deve temere tutti i partiti in termini di competizione. Abbiamo degli accordi territoriali ma quando si va alle elezioni ciascuno cerca di prendere più voti. Non sarà solo Mantovani a dare battaglia ma tutto il Pdl".
Mariela Golia



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