Coppie di fatto, Affari fa esplodere il dibattito

Giovedì, 19 gennaio 2012 - 11:41:00

 

la lettera di Sinistra Ecologia Libertà ad Affaritaliani.it

Unioni civili: chiediamo al Pd soltanto di rispettare il programma

Poco più di sei mesi fa con Giuliano Pisapia il centrosinistra ha vinto le elezioni a Milano. Lo ha fatto con un programma costruito e partecipato da centinaia di cittadini riuniti in “officina”. Sabato scorso Pisapia ha annunciato che rispetterà entro la fine del 2012 l’impegno - contenuto in quel programma – di istituire il registro delle Unioni civili. Questa dichiarazione, da parte nostra benvenuta e attesa, ha scatenato sul vostro sito, sulla carta stampata e su svariate pagine Fb un acceso dibattito tutto interno agli esponenti del Partito Democratico. Ha cominciato la capogruppo in consiglio comunale Rozza, le hanno risposto assessori e consiglieri, dirigenti milanesi e nazionali.
Abbiamo letto le loro dichiarazioni, alcune le abbiamo condivise maggiormente, altre ci hanno preoccupato. Sel ritiene che il Comune di Milano debba occuparsi dei diritti di tutte le famiglie milanesi, avviando quindi al più presto la discussione e l’approvazione anche del Registro delle unioni civili che risponde parzialmente ad una tutela oggi inesistente. Inoltre, pensiamo che le libertà dei cittadini non amino le classifiche e tantomeno siano in competizione per un prima o per un dopo. Grazie a vent’anni di amministrazione di centro-destra, Milano è in ritardo su molto: mobilità, qualità dell’abitare, politiche contro la precarietà e per il lavoro, servizi e risorse per i giovani, ambiente e urbanistica, energie rinnovabili e potremmo continuare a lungo con la lista. Questo Registro i milanesi se lo meritano. Lavoriamo dunque coesi nell'attuare il programma elettorale e nel soddisfare le speranze che ha suscitato in tutti noi. Chiediamo soltanto questo, è poco ma forse è tutto.
 

di Ezio Casati,
Presidente della Direzione Metropolitana del Partito Democratico Milanese

Cari amici di Affaritaliani.it,
Ho tentato di resistere dall’intervenire su questo dibattito virtuale sulla questione del registro delle coppie di fatto. Virtuale perché si sta parlando di una cosa che ancora con c’e’ e che nel frattempo, purtroppo, vede un rincorrersi di chi a vario titolo e carica pensa di tutelare, difendere, promuovere, la famiglia, i diritti delle persone, le coppie di fatto e soprattutto la propria visibilità. Mi permetto di guardare i fatti e fare qualche considerazione. Tutto inizia con una dichiarazione del sindaco Pisapia che nella trasmissione di Fabio Fazio, stimolato dallo stesso conduttore, dando il pieno appoggio e tutto il sostegno necessario alla venuta a Milano del Santo Padre In occasione della giornata dedicata all’incontro mondiale famiglia del prossimo 2 e 3 Giugno, annuncia, quasi a voler compensare l’evento, che per la fine del 2012 verrà istituito il registro delle coppie di fatto. Ritengo un errore pensare che siccome c’è un evento, tra l’altro mondiale, che Milano ha l’onore di ospitare, per spirito di bilanciamento e per il desiderio di accontentare tutti si debba annunciare anche l’altra cosa. Detto questo però la cosa si potrebbe chiudere qui. Senonche’ è iniziato il balletto delle dichiarazioni e delle esternazioni. Se devo dire: anche un po’ trito e ritrito. Io, da Presidente della Direzione Metropolitana del PD ho le idee ben chiare. Si parli della questione quando siamo di fronte alla decisione assunta e non all’annuncio della stessa. Prima di allora benissimo ok a ogni confronto ed ogni riflessione ma nei luoghi deputati, siano essi quelli dell’amministrazione o della politica. La discussione sia franca e costruttiva e non utile solo al mostrarsi. Dal canto mio sentiro’ il mio Ufficio di Presidenza ed il Segretario Metropolitano per far lavorare la Direzione nell’ottica del contributo alla discussione organizzando una opportuna sessione dei lavori che veda l’aiuto di chi, nel Partito Democratico ha già svolto un approfondito lavoro ed anche con il contributo esterno di autorevoli studiosi. Mi permetto nel frattempo di rammentare che i comuni non hanno potere legislativo ma regolamentare, che esistono esperienze positive sui diritti delle persone e soprattutto che il faro legislativo è dato dalla Costituzione Italiana in particolare agli articoli 2 e 29. Tutto il resto è solo parlarsi addosso. Non ci fosse niente da fare si potrebbe anche perdere del tempo. Ma non mi pare proprio si stia vivendo in un contesto di questo tipo.



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