Congresso Pd/ Stefano Draghi ad Affaritaliani.it: "Chiamparino? Avrebbe poche chance"

Martedì, 30 giugno 2009 - 10:06:00

Intanto Penati coordinerà la campagna congressuale di Bersani. Qualora vincesse Franceschini Penati ne uscirebbe ulteriormente indebolito?
"Il fatto che Penati coordini la campagna di Bersani non è rilevante circa le sue chance future a Milano. Anche Penati come la classe politica milanese e lombarda ha il dilemma se andare a Roma o meno visto che quando è successo si sono tutti persi un po'".

Per la scelta del candidato a sindaco di Milano è necessario fare le primarie?
"No, mica ce le ha ordinate il medico. Io sono per le primarie quando sono necessarie, ma non sempre lo sono. Per ricandidare Penati alla Provincia, per esempio, non sono state fatte. Le primarie sono uno strumento utilissimo, ma vanno utilizzate nel momento in cui è necessario scegliere tra più alternative. Se trovassimo un candidato molto forte su cui c'è un larghissimo consenso e che ha buone chance di vincere è chiaro che non avrebbe senso fare le primarie. In ogni caso, per vincere a Milano, non serve la scorciatoia del trovare il candidato buono".

Che ricetta ha in mente?
"Ci sono una serie interventi da fare sull'identità, il ruolo e la funzione del partito. Se noi non siamo riconosciuti dall'opinione pubblica come istituzione partito capace di selezionare e proporre la nuova classe dirigente del futuro è chiaro che i nostri candidati non verranno riconosciuti. Insomma, dobbiamo rilegittimare il partito: siamo noi che dobbiamo dire se Milano in futuro deve essere la capitale della ricerca, dell'innovazione, della tecnologia e della creatività, oppure del lusso, della finanza e delle boutique. Ci vuole un programma condivisibile e condiviso da una coalizione ampia, non rissosa. Poi viene la scelta del candidato".

Crede ancora nel principio dell'autosufficienza?
"Non ha senso l'autosufficienza nelle elezioni amministrative. Nemmeno il Pdl senza la Lega può vincere a Milano".

Vede un Centrosinistra milanese allargato alla sinistra radicale?
"Certo. Bisogna vedere cosa sarà la sinistra radicale nei prossimi anni. Se è quella attuale è destinata a una sorta di marginalità non utile nemmeno a noi".

L'Udc invece?
"Se scioglie l'ambiguità diventa un partner affidabile del Centrosinistra. Anche se a Milano i centristi sono storicamente molto deboli: la maggior parte dei voti la dobbiamo prendere noi".

Daniele Riosa

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