Congresso Pd/ Gabriele Messina (Pd) ad Affaritaliani.it: “Sto con Bersani”
di Fabio Massa Filippo Penati avrebbe detto di no a Franceschini. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, dopo l'intervista di oggi nella quale l'uomo di Sesto ha sparato fortemente sul Pd, Penati sarebbe pronto a sostenere Bersani. Tanti gli indizi. Uno su tutti: l'opposizione all'idea di un Pd del Nord, che lo avvicina così alla posizione di D'Alema. Certo è che tutti lo corteggiano: non sono infatti casuali le dichiarazioni di Cofferati, contro la candidatura del quale Penati aveva ingaggiato una dura battaglia. E che era stata una decisione presa direttamente da Franceschini. Ora Penati vuole stare ancora qualche giorno alla finestra prima di dare il suo assenso alla linea di Bersani. Una cosa è certa: non sarà Penati il terzo leader in campo, tra Bersani e Franceschini. E intanto arriva il software di Obama Milano/ Il Partito Democratico si mobilita in vista delle Primarie. Ecco chi sta con chi. La mappa
Gabriele Messina vira verso Pierluigi Bersani in vista del congresso del Pd che vedrà contrapposti Dario Franceschini e l'ex ministro dello Sviluppo Economico. Il responsabile della segreteria del Pd milanese, in un'intervista ad Affaritaliani.it, spiega il perché della sua scelta: "Mi aspetto da Bersani una politica in controtendenza rispetto a quella fatta dal Pd negli ultimi mesi in questi territori. Per vincere a Milano non basta l'anti-berlusconismo. E' necessario mettere in campo un progetto politico che ci renda credibili agli elettori milanesi". Poi auspica che "a Milano si faccia un congresso slegato però dalle mozioni nazionali"

Filippo Penati
Domanda a bruciapelo: sta con Bersani o Franceschini?
"Prima di prendere la decisione al 100% è necessario valutare cosa dicono i due programmi. Detto questo penso che quella di Bersani possa essere la scelta giusta".
Perchè?
"Per costruire un Pd che sappia fare innovazione e cambiamento e che parli al territorio. Mi aspetto da Bersani una politica in controtendenza rispetto a quella fatta dal Pd negli ultimi mesi in questi territori. Per vincere a Milano non basta l'anti berlusconismo ma è necessario mettere in campo un progetto politico che ci renda credibili agli elettori milanesi".
Si riferisce anche alla decisone di Franceschini di candidare Cofferati capolista del Pd alle Europee a Milano e in Lombardia?
"Questo è un esempio. Sicuramente non ci ha aiutato avere un capolista paracadutato da un altro territorio. Ma mi riferisco anche al modo di fare politica".
Ovvero?
"Abbiamo fatto le ultime quattro settimane di campagna elettorale per le Europee incentrate solo sull'anti berlusconismo. A Milano, come in altri territori, questa politica non va bene".
Che cosa ci vorrebbe?
"Idee e progetti che dicano agli elettori in cosa ci differenziamo dal Centrodestra. L'opposizione a chi governa non basta. Dobbiamo pensare ad essere un partito di governo".
Intanto a Milano si pensa a Penati come candidato da contrapporre alla Moratti nel 2011...
"E' troppo presto. Pensiamo a come costruire il Pd a Milano. Durante il congresso nazionale verranno fissate le date dei congressi regionali e locali. In ogni caso a Milano dovremo avere il coraggio di farlo lo stesso, slegato però dalle mozioni nazionali"
Ci vorrebbe un Pd del Nord?
"Serve un partito che sappia rispondere alle esigenze del Nord. Ma la formula è secondaria rispetto ai contenuti. Possiamo creare un coordinamento del Nord, ma se poi durante la campagna elettorale a Milano siamo tappezzati di manifesti fatti a Roma con un gruppo di persone che spinge via Berlusconi siamo punto e a capo. In sostanza vorrei che le nostre proposte incidessero a livello nazionale".
Daniele Riosa



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