Congresso Pd/ Davide Corritore (Pd) ad Affaritaliani.it: “Mi schiero con Bersani e Martina. Il rinnovamento del partito? Parte da Milano”
Quali personalità ad esempio?
Ad esempio Fassino, la cui visione larga della società mi ha sempre attratto. O anche Marino, verso il quale nutro da anni una grande considerazione professionale. Ma in gioco non vi è la stima verso gli altri, bensì la condivisione di un progetto politico complessivo e la scelta di chi dovrà guidarlo con solidità nel futuro. Sulle linea politica mi sono già espresso, e sulle capacità di governo e di guida non ho nessun dubbio: Bersani ha ampiamente dimostrato di essere uomo di trasformazione. Lo conobbi da Presidente dell’Emilia Romagna, regione governata per anni con grande modernità ed efficienza. E poi lo apprezzai come competente Ministro economico. Un uomo di dotato di visione, pragmatismo e linguaggio chiaro, con un portato di umiltà e di ascolto che gli Italiani apprezzeranno molto. Anche questo aspetto dovrebbe farci riflettere: un segretario anti-divo potrebbe aiutarci, di fronte allo smodato narcisismo e machismo di chi governa il paese. …
Marino ha però suscitato entusiasmi e molti lo vedono come il vero portatore di nuovo.
La notizia della candidatura di Marino mi ha fatto piacere, perché viene da una storia diversa ed è portatore di istanze che stanno creando mobilitazione in persone che forse non avrebbero partecipato al nuovo percorso fondativo. La crescita recente di tessere, influenzata dal desiderio di sostenere Marino, ne è una prova. Ma penso che il 25 ottobre non si venga chiamati a votare istanze o a segnare territori di appartenza specifica, bensì a scegliere un Segretario che deve prendere per mano e portare nel futuro un grande partito di massa che si stava perdendo per strada. E credo che questo profilo coincida innanzitutto con l’esperienza di Bersani
Oggi l’area di Franceschini candiderà Emanuele Fiano alla Segreteria lombarda del PD. Nessun pensierino in suo favore, considerando la milanesità della sua provenienza?
Ho sostenuto in precedenza che questo partito ha bisogno di un’identità precisa e di un progetto nazionale declinato territorialmente. Per me ciò significa scegliere Bersani a livello nazionale e Martina a livello regionale. Negherei me stesso se il civismo nazionale che predico diventasse scomposizione dei fattori in funzione del Comune che ha rilasciato la carta di identità dei candidati. Ciò non toglie la grande simpatia che mi lega a Fiano, anche se non condivido la scelta sua e di altri candidati segretari regionali dell’area Franceschini (Cofferati in Liguria, la Serracchiani in Friuli e la Barracu in Sardegna) di sovrapporre la carica di deputati europei e nazionali alla carica di partito. La moltiplicazione di cariche non esercitate sul territorio – oltre che difficilmente spiegabile all’opinione pubblica - ridurrebbe infatti il tempo dedicato al partito. E il partito democratico avrà bisogno, nel prossimo futuro, del giorno e della notte di tutti i suoi dirigenti: il week end non potrà sicuramente bastare.
Qualcuno dice però che in Lombardia il segretario Martina ha perso in molti comuni, e che per questo non avrebbe dovuto ricandidarsi.
Se bastasse cambiare un uomo per vedere ripartire il Partito Democratico, non ci sarebbe bisogno di così tante discussioni ed elaborazioni. E’ il progetto complessivo che non è partito, e Martina mi sembra assolutamente consapevole di dovere disegnare una nuova strada. Per di più Martina ha maturato un legame molto forte con Bersani, un legame che potrebbe portare grande beneficio alle strategie politiche da attuarsi nel nostro territorio. Abbiamo di fronte le grandi sfide della Lombardia 2010 e di Milano 2011, e avremo dunque ampie possibilità di misurare la sua gestione politica. In ogni caso credo che le future sfide del Pd appartengano a tutti e non solo a chi vincerà il 25 ottobre. Io vivo il congresso con questo spirito, ad esempio collaborando con sostenitori di altre mozioni nella costruzione del percorso che ci porterà alla sfida di Milano 2011. In città infatti si vincerà solo se si lavorerà tutti insieme.



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