Congresso Pd/ Davide Corritore (Pd) ad Affaritaliani.it: “Mi schiero con Bersani e Martina. Il rinnovamento del partito? Parte da Milano”
Cioè un progetto di governo federalista?
Direi un progetto di governo territoriale e civico. Dobbiamo raccontare come pensiamo di fare crescere nei prossimi anni il benessere, il sapere e la tranquillità dei cittadini in ogni luogo della nazione, con un’esasperata attenzione alla creazione di opportunità per le nuove generazioni. Non possiamo più solo indicare istanze generiche o scimmiottare le evocazioni di Obama, ma dobbiamo indicare gli interventi innovativi e concreti che intendiamo realizzare in ogni luogo del paese.
Ad esempio?
Faccio alcuni esempi semplici per capire. Gli esperti pensano che l’utilizzo diffuso della rete Internet diventerà uno dei più potenti acceleratori di crescita economica per diversi settori economici e per le nuove professioni, oltre che il canale in cui convergerà la società dell’informazione. Bene, il PD dovrebbe presentare un piano nazionale accompagnato da specifici piani territoriali – nel nostro caso il piano lombardo e milanese - in cui si dica come dotare di banda larga ogni cittadino e comunità della nazione. E ancora: un piano concreto sulle energie rinnovabili dovrebbe indicare le soluzioni specifiche di ogni territorio – e la Lombardia avrebbe straordinarie opportunità in questo campo - per ridurre la dipendenza dalle fonti di energia inquinanti. E così via per le tante tematiche che dovremo affrontare, in un puzzle di proposte che potrebbe anche valorizzare a livello nazionale le migliori soluzioni già sperimentate a livello locale, ad esempio sulla sicurezza civica, sull’housing e sulla protezione delle condizioni di vita dei lavoratori precari
Ma per fare ciò ci vuole un partito fortemente territoriale, e meno centralista. Non proprio coincidente con il PD che abbiamo conosciuto.
Certo, ci vuole una partito di massa profondamente rivoluzionato, un po’ meno intellettuale e un po’ più popolare. Un partito più vicino alla realtà, più vicino ai desideri e alle ansie delle persone, e alle loro famiglie,con il coraggio di cimentarsi in terreni anche nuovi. Ad esempio: cosa si può fare nei grandi centro urbani per aiutare i genitori a gestire l’adolescenza sempre più complessa dei propri figli? In questo partito l’approfondimento, il contatto con la realtà e la visione globale dovranno essere obiettivi imprescindibili. E ciò non potrà che avvenire in un vero partito di massa, in cui formare negli anni decine di migliaia di persone che possano aspirare a diventare futuri amministratori della cosa pubblica. Una dimensione, quella del governo locale, che dovrebbe tornare ad essere il fulcro formativo di ogni carriera politica. Solo facendo così potremmo mettere fine alla fastidiosa pratica della cooptazione che abbiamo vissuto negli ultimi anni.
Dalle sue parole sul partito e il radicamento si intravvede chi appoggerà. Bersani?
Guardi, la mia esperienza politica diretta è cominciata poco prima della nascita del PD, e quindi non ho antichi legami di frequentazione e appartenenza precostituita. Ho ascoltato a fondo tutte le posizioni, e ho ritrovato nei ragionamenti di Bersani, Letta e Maurizio Martina ciò in cui credo profondamente: innovazione di governo, investimento territoriale e partito solido e di massa saranno un triangolo decisivo per la futura azione democratica, e la Lombardia sarà una regione chiave in cui dimostrarlo. Così ho deciso di appoggiarli, pur riconoscendo in altre mozioni personalità e approcci utili per il partito che dobbiamo rifondare.



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