Imposta straordinaria sugli immobili, Confedilizia non ci sta

Lunedì, 3 gennaio 2011 - 14:25:00

"Quello immobiliare é l'unico campo in cui sussistono trasparenza della consistenza patrimoniale ai fini fiscali ( il patrimonio immobiliare a regime e' costantemente monitorato) ed una imposta patrimoniale ordinaria.

Allo Stato il contribuente dichiara, non solo in sede catastale, ma anche in sede fiscale quali immobili possiede ed il loro valore. Ed esiste gia' una patrimoniale ordinaria sugli immobili in due forme: come Ici e come reddito minimo accertabile di cui al comma 341 della 313/2004 di Tremonti ( parametro minimo di congruita')".

E' il commento del presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici sull'ipotesi di una imposta patrimoniale straordinaria che possa colpire gli immobili. "Non solo - prosegue -, ma la tassazione degli immobili contiene automatismi in grado di assicurare un costante adeguamento dei valori catastali all'incremento che si produce nel tempo.

Per cui, quello immobiliare é l'unico campo in cui si attua, anche in assenza di nuove disposizioni legislative, una progressione continua nel prelievo fiscale, perche' continuamente si rivaluta la base imponibile. Sicche' una patrimoniale straordinaria sul patrimonio immobiliare, quando gia' esiste una patrimoniale ordinaria, equivale ad un raddoppio della medesima imposta; assolutamente inammissibile sul piano della equita' e della opportunita', soprattutto perche'( essendo l'immobile un bene dalla funzionalita' unitaria e non suddivisibile e quindi non prestandosi lo stesso ad essere venduto mattone per mattone per pagare le tasse) si innescherebbe una catena di dismissioni e di svendite con effetti disastrosi sulla nostra economia.

Forse chi parla oggi di patrimoniale non si rende conto che, con la sua istituzione, si dovrebbe finire inesorabilmente a colpire i risparmi investiti nei titoli del debito pubblico, nei depositi bancari, nel risparmio gestito, nei possessi aziendali. Non solo - afferma ancora Colombo Clerici -, ma quell'imposta dovrebbe incidere anche tutti i beni mobili, artistici, di pregio e di valore posseduti dalle persone fisiche: senza il monitoraggio dei quali si vanifica peraltro qualsiasi verifica sull'andamento della consistenza dei patrimoni; ne' le presunzioni di legge fanno giustizia della reale situazione patrimoniale dei contribuenti.

Quali effetti, in questo momento di crisi economica, potrebbero prodursi a seguito di una siffatta riforma sono facilmente intuibili. Parlare dunque di patrimoniale significa indulgere ad atteggiamenti populistici ed illusori, senza tener conto che allo stato la pressione fiscale reale nel nostro paese e' gia' al piu' alto livello in Europa".

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