Confcommercio: dal 2008 hanno chiuso 180 negozi al giorno
Pressione costantemente sopra la media europea, calo del 3,6% del reddito pro capite delle famiglie, crescita del pil a velocita' 4 volte minore di Francia e Germania: la Confcommercio riunita per gli Stati Generali "Anzitutto l'Italia"in Corso Venezia a Milano, ha fotografato la crisi del Paese con i numeri dell'ultimo decennio, caratterizzato da "una crescita a passo di lumaca". I numeri forniti, riguardano soprattutto gli ultimi anni, in cui la situazione non sembra essere migliorata, infatti dal 2007 ad oggi la spesa pro capite delle famiglie e' calata del 3,5%, dal 2008 ad oggi, infatti, hanno chiuso oltre 180 negozi al giorno.
Se la crisi delle famiglie non aiuta gli esercizi commerciali, anche le lungaggini burocratiche fanno la loro parte, la Confcommercio ha rilevato che costano alle imprese dei servizi oltre 8 miliardi all'anno. Altri fattori che concorrono alla crisi del mercato, segnalati e misurati da Confcommercio sono l'abusivismo e la contraffazione, con un giro d'affari di quasi 7 miliardi, e la criminalita': le imprese, per difendersi, spendono oltre 5 miliardi. Messa a confronto con gli altri paesi europei, l'Italia presenta una forte carenza sia nel settore infrastrutture, logistica e trasporti, sia nelle politiche energetiche. L"intera linea metropolitana italiana e' stata stimata confrontabile e addirittura inferiore a quella di una citta' come Madrid, anche i posti barca italiani sono molti meno di quelli francesi, pur avendo più' km di coste. Tali mancanze costano complessivamente al Paese 40 miliardi. Oltre a fare i conti con l'inefficienza logistica, le pmi italiane devono anche pagare una bolletta elettrica il 30% più' alta della media europea. Mentre il digital divide del Paese sembra non rimarginarsi ancora, con un terzo delle microimprese sfornite di pc e il 43% senza accesso a banda larga, "il sud arranca" ha ribadito la Confcommercio nella relazione, e intanto il turismo, più' sviluppato li' che al nord, contribuisce sempre meno al pil nazionale passando dall'11% all'8%.
SANGALLI: "MADRE DI TUTTE È CERTAMENTE QUELLA FISCALE" - "Madre di tutte le riforme e' certamente la riforma fiscale che e' anche la strada maestra per garantire un rapporto serio e responsabile tra lo Stato e il contribuente". Cosi' il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli stamani ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto un punto irrinunciabile da suggerire al governo, a margine degli stato generali intitolati "Anzitutto l'Italia". L'idea di Sangalli e' che "una riforma fiscale, collegandosi con il federalismo fiscale, colpisca i due obiettivi: semplificazione e riduzione della pressione fiscale". "Da troppo tempo le nostre imprese attraversano molte difficolta' - ha spiegato Sangalli - chiediamo all'esecutivo di mettere in campo una governabilita' responsabile e ambiziosa perche' lo richiede la straordinaria difficolta' del momento". I voti di fiducia, secondo Sangalli, "non garantiscono automaticamente la governabilita' che stiamo chiedendo oggi", quindi e' necessario mettere in campo politiche che rafforzino la crescita, "di cui c'e' assoluta necessita' e urgenza". Attenzione anche all'economia dei servizi, "che vale il 58% del pil e il 53% dell'occupazione", perche' c'e', secondo Sangalli, "un'Italia produttiva che non ha tirato i remi in barca, anzi e' la parte protagonista e propulsiva per il paese".


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