Comincia la battaglia del kebab: Majorino e Civati in piazza contro la Regione

Giovedì, 23 aprile 2009 - 14:38:00



Kebab, pizza e gelati per contestare la legge, votata mercoledì dalla maggioranza di centrodestra del consiglio Regionale, sulla vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato nei locali dell'azienda. Presenti all'iniziativa "disobbedienza enogastronomica" il capogruppo regionale dei Verdi Carlo Monguzzi, il consigliere del Pd Pippo Civati, il capogruppo del Partito democratico in Comune Pierfrancesco Majorino, e i consiglieri Pd Andrea Fanzago, Carmela Rozza, Pierfrancesco Maran. In particolare, i rappresentanti del centrosinistra milanese contestano l'Articolo 2, comma 2, dove si specifica che "e' consentita la vendita, da parte delle imprese artigiane, degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato nei locali adiacenti a quelli di produzione, con esclusione degli spazi esterni al locale ove si svolge l'attivita' artigianale, tramite l'utilizzo degli arredi dell'azienda e di stoviglie poste a perdere, ma senza servizio e assistenza di somministrazione". E' una legge, quella sui kebab, che ha visto qualche "defezione" anche nella maggioranza. Silvia Ferretto, ad esempio, non ha partecipato alla votazione.

MONGUZZI - "Abbiamo pensato questa manifestazione per protestare contro una legge voluta dalla Lega Nord per colpire i kebab". Lo ha detto il capogruppo regionale dei Verdi Carlo Monguzzi, che questo pomeriggio in via Borsieri ha aperto la giornata della "disobbedienza enogastronomica". Per Monguzzi, "nel furore ideologico non si sono accorti che in realta' hanno colpito tutte le imprese artigiane". "In un periodo di crisi - ha proseguito - questo e' assolutamente folle". Per questo, la richiesta e' che la legge venga cambiata. "Vogliamo una convivenza civile tra chi vuole mangiare la pizza e il kebab - ha concluso il capogruppo regionale dei Verdi - e chi, invece, vuole dormire".



MAJORINO - "Mi auguro che tornino indietro e spero nella pace del kebab". Lo ha detto il capogruppo in comune del Partito democratico Pierfrancesco Majorino, che questo pomeriggio ha preso prte, in via Borsieri alla giornata della "disobbedienza enogastronomica", per contestare la legge votata dalla maggioranza di centrodestra mercoledì in Regione. Per Majorino, "non possiamo pensare che la gente mangi solo polenta". "Questa legge e' la dimostrazione di come - ha proseguito - da un furore ideologico nasca un grande pasticcio". "E questo - ha spiegato - non riguarda soltanto i kebab ma anche il gelato". Per il capogruppo del Pd in Comune, "in un periodo di crisi, questo e' un pessimo segnale verso le attivita' commerciali e si dimostra un mix di incapacita' e discriminazione".

FEDERCONSUMATORI - "La legge della Regione Lombardia che prevede norme per i negozi artigiani che vendono i propri prodotti per il consumo immediato nei locali dell'azienda, introduce un ambiguo divieto al consumo in strada". Lo dice la Federconsumatori Lombardia, presente all'iniziativa di questa mattina in via Borsieri, dal titolo "disobbedienza enogastronomica". "Si tratta - secondo Federconsumatori - di norme che toccano abitudini di vita e forme di consumo dei prodotti alimentari, di produzione artigiana, che trasformano il gesto di mangiare un panino, un cornetto, una pizzetta, un gelato, da soli o in compagnia, in una situazione di disagio per il cittadino consumatore che viene coinvolto dai divieti e dalle restrizioni". Per Federconsumatori "il cittadino consumatore, infatti, non e' il principale soggetto a cui rivolge l'attenzione la Regione, al contrario e' quello che viene coinvolto in un confuso contrasto di interessi tra categorie di negozianti: gli artigiani da una parte e i commercianti dall'altra". "Se si vuole davvero venire incontro alle esigenze di qualita' del servizio al cittadino - conclude - per le diverse forme che la consumazione fuori casa di alimenti puo' esigere, il punto di partenza non puo' essere la discriminazione etnica o settoriale, incomprensibile per i residenti e sconcertante per i turisti italiani e stranieri. Chiediamo che si discuta per mettere la legge al servizio del cittadino".

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