Martina Colombari, io mi fotografo da sola
| Dopo il grande successo riscosso dalle precedenti edizioni, Canon è lieta di annunciare l’edizione 2010 dell’evento "Fotografica. La settimana Canon della fotografia e del video” che avrà luogo dal 24 novembre al 28 novembre 2010 a Milano presso FORMA, Centro Internazionale di Fotografia. Fotografica è un evento dedicato a chi ama la fotografia e il video. E’ un luogo di incontro, di scambio di idee e di informazioni. Non solamente prodotti ma soprattutto immagini, tendenze, stili, cultura e arte. Fotografi, fotoamatori, appassionati di video, studenti o semplici curiosi avranno libero accesso a tutte le iniziative che si concentreranno presso la Fondazione Forma di Milano, sede irrinunciabile per l’esposizione della fotografia di qualità. Ingresso gratuito Orari: |
Martina Colombari stavolta non è solo modella, ma anche fotografa di se stessa. Per la mostra "In-visibile", nell'ambito dell'evento "Fotografica. La settimana Canon della fotografia e del video”, l'ex Miss Italia ha impugnato la macchina fotografica e si è scattata da sola una serie di fotografie allo specchio. Tra pose sexy e attimi rubati di vita quotidiana, gli autoscatti sono quasi un'indagine dentro se stessa.
Testo di Denis Curti, direttore dell'agenzia fotografica Contrasto
C’è un andamento carsico e altalenante in queste fotografie. E’ lo stesso movimento dei sentimenti: incontrollabile e imprendibile. Il rumore copre il silenzio. Il sorriso lascia spazio al pianto. Dentro queste fotografie non c’è tempo. Non ci sono orologi, soprattutto, non c’è fretta, ma la segnalazione di un’urgenza: tracciare il filo, il motivo vero di una fantastica ossessione che ora ha a che fare con le immagini. In queste fotografie c’è una luce liquida, rarefatta, quasi muta, una luce che cerca la propria dimensione di libertà e poi si rende solida. Si appiattisce per impennarsi nelle pieghe più nascoste, dove abitano segreti misteriosi, leggende di paura e attimi di gioia e pianti a dirotto e cascate di felicità.
E’ come se la personalità di Martina, protagonista e autrice di queste fotografie, si rivelasse solo a tratti, per poi darsi nella sua interezza. Discontinua e profonda. Dissonante e armonica. Fluttuante e arroccata. Martina è tutte queste cose messe insieme. E forse ognuno è mille cose. Tutto dipende dal punto di vista. Dipende dagli occhi che guardano, dai cuori che ascoltano, dal sangue che pulsa. Dalla digestione. Dagli odori. Il punto di vista di Martina è contraddittorio, ma sincero. Questo l’aspetto che mi ha colpito sopra ogni altra idea e progetto.
Un linguaggio, il suo, senza mediazioni. Coraggioso, mai arrogante e senza travestimenti. La fotografia, per Martina, si trasforma da ossessione in occasione. È la nave che salpa per un attraversamento del sè. Il mezzo per andare incontro alla realtà, il prolungamento fisico del suo sentire con gli occhi e con la pancia. Martina non si sente fotografa. Gioca con le immagini. Si fa leggera. Scrive la sua autobiografia senza parole. Senza aggettivi. Raccoglie le briciole della quotidianità, per comprendere il cambiamento e dare qualche consiglio al suo destino.

Testo di Settimio Benedusi, fotografo
La mostra di autoritratti di Martina Colombari che stai per vedere può essere d’aiuto per capire cosa voglia dire essere fotografo oggi, nel 2010. Fotografare in questi anni significa avere a disposizione macchine fotografiche meravigliose, che fanno fotografie tecnicamente perfette, e software raffinatissimi che permettono di correggere eventuali errori, sia del fotografo che della realtà. Qualsiasi fotografia può essere resa perfetta. Trovo quindi che sia necessario, per chi oggi voglia ben fotografare, dimenticarsi di saper fotografare. Dimenticare i tecnicismi. Dimenticare i virtuosismi. Riappropriarsi di uno sguardo puro. Estremizzando tutto ciò qualche mese fa abbiamo chiesto a Martina (che non è una fotografa e quindi di tecnica non sa nulla…) di incominciare a fotografarsi.
Non le ho insegnato nulla: ho solo impostato la macchina su P, e le ho chiesto di fare le inquadrature sempre orizzontali, per avere se non altro questa minima uniformità stilistica. L’ho spinta a dimenticarsi della macchina fotografica, le ho parlato di varie fotografe (in primis Francesca Woodman…) e le ho chiesto di essere semplicemente vera e sincera. Ma soprattutto le ho chiesto di usare la macchina fotografica per esplorare sé stessa, di far diventare quella scatoletta di ferro e vetro uno strumento per conoscersi. Martina è stata straordinaria. Veramente. In pochi giorni questa operazione è diventata “una vera ossessione”, e il fotografarsi è stata “la prima cosa da fare appena sveglia, e l’ultima prima di addormentarsi” (il virgolettato sono parole sue).
E’ accaduta quindi una magia, inevitabilmente: nonostante in questi anni Martina Colombari sia stata fotografata dai migliori fotografi professionisti, lei è riuscita, fotografando sé stessa, a realizzare delle immagini così vere, così profonde e così sensuali (senza alcun uso di Photoshop!) come mai nessuno di questi era mai riuscito a fare! Ecco quindi il senso di ospitare le sue immagini in questi spazi, ecco cosa ci può insegnare una non-fotografa: che la fotografia non è solo tecnica, non è solo usare bene dei raffinati software, non è solo mega obiettivi. La fotografia deve essere verità e sincerità, come vera e sincera è stata Martina Colombari. Così vera e sincera da diventare addirittura in_visibile…
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