Penati sospeso dal Pd. Civati: "Il partito rifletta"
![]() Giuseppe Civati |
"Se fossero vere le accuse contro Penati sarebbe una tragedia per il partito a livello sia locale sia nazionale. Un fatto di estrema gravità". Pippo Civati interviene, in un'intervista ad Affaritaliani.it, sull'affaire Penati. " L'espulsione non risolve il problema. Le soluzioni semi-giudiziarie spesso nascondono una mancanza di riflessione politica che invece va fatta". E sui toni forti di Majorino precisa: "Non capisco tutta questa voglia di dare segnali forti. Il gruppo dirigente dovrebbe riflettere sulle accuse contestate. Non mi pare che Penati sia uno degli ultimi militanti, anzi tutti lo hanno sostenuto con grande slancio quando bisognava scegliere il candidato presidente della Regione. Meglio l'analisi di Boeri rispetto al redde rationem che chiedono altri".
L'INTERVISTA
Che cos'è il Manifesto del partito dei giovani"?
"E' un libro uscito ad aprile, prima delle Amministrative. Da anni stiamo lavorando nel rapporto con i movimenti e le persone che hanno a cuore la questione generazionale, intesa come fatto politico. C'è la volontà di dare rappresentanza a una generazione rimasta senza casa, senza lavoro e anche senza politica. Raccoglie una serie di proposte per cambiare questa situazione".
Ovvero?
"Non si tratta di un partito in più ma è un appello al Pd affinchè diventi un partito che si rivolge ai giovani e alle loro famiglie".
Che cosa pensa del documento di Boeri che chiede una "rigenerazione del Pd"?
"Io sono arrivato un pochino prima... sono anni che mi batto perché il Pd cambi corso. Sono d'accordo con Stefano, però io faccio un discorso più generale in termini culturali, sociali. Nel libro non mi occupo tanto del Pd quanto della sua capacità di offrire una politica".
Nel suo documento Boeri parla dei rapporti tra politica e urbanistica.
"Dobbiamo distinguere la questione generale dalla vicenda Penati. Non è che quello che emerge dalle carte sulla vicenda Penati è il modello di relazione che abbiamo con il sistema dell'imprese. Se fossero vere le accuse sarebbe una tragedia per il partito a livello locale e nazionale. Sarebbe un fatto di estrema gravità".
E quindi?
"Dobbiamo cambiare atteggiamento verso l'urbanistica in se stessa, c'è un tradizione di negoziazione spesso al ribasso nei confronti degli operatori, dei costruttori e di tutta la partita immobiliare. L'Italia è il paese che tassa meno le case per massacrare i lavoratori delle imprese, che ha costruito una formula che funziona solo per la rendite immobiliari. C'è stato un consumo di suolo incredibile e rapporti non chiariti con le amministrazione locali, questo va cambiato. Le Amministrazione locali non debbono più guadagnare dagli oneri di urbanizzazione. Tanti anni di propaganda sul federalismo... Sarebbe stato più utile se si fossero almeno inventati che una quota di compartecipazione di Irpef e Isvap vada a sostituire queste forme di finanziamento che sono pericolose per le nostre città".
Che cosa ne pensa della decisione della commissione di Garanzia del Pd su Penati?
"La commissione decide di sospendere Penati. Di fatto è estromesso dal gruppo dirigenti e non avrà voce in capitolo sulle scelte politiche nazionali e locali. Mi sembra una punizione esemplare. Non capisco tutta questa voglia di dare segnali forti. Il problema vero non è espellere Penati ma capire se i fatti sono realmente accaduti. Escluso Penati non risolviamo il problema, sarebbe troppo facile".
E' d'accordo con la linea garantista dei vertici del partito?
"Sono d'accordo in attesa dell'esito dell'inchiesta. Per primo ho chiesto che Penati si ritirasse dagli incarichi di partito e dal consiglio regionale. Ho chiesto che rinunciasse alla prescrizione. Non è che con l'espulsione abbiamo risolto il problema. La questione è molto più grave. Le soluzioni semi-gudiziarie spesso nascondono una mancanza di riflessione politica".
E' d'accordo con i toni forti di Majorino?
"No, per niente. Il gruppo dirigente di Milano dovrebbe riflettere sulle accuse contestate a Milano. Non mi pare che Penati sia uno degli ultimi militanti, anzi tutti lo hanno sostenuto con grande slancio quando bisognava scegliere il candidato presidente della Regione. E non riguarda solo il Pd visto che era il candidato di tutta la coalizione".
Mi sembra molto critico con la gestione dei vertici locali...
"Faccio un discorso politico. La commissione di Garanzia deciderà su Penati. L'espulsione non è prevista dallo Statuto ma la sospensione sì, dato che Penati non è stato rinviato a giudizio. Il problema non è però meno grave. Il fatto che un leader del Centrosinistra che tutti hanno sostenuto senza presa di distanza, e io sono uno dei pochi che lo ha fatto su questioni politiche, sia indagato è gravissimo. Meglio l'analisi di Boeri rispetto alla redde rationem che chiedono altri. Va bene l'analisi di chi dice cambiamo il modo di fare politica. Ma questo non riguarda solo Penati, non dobbiamo semplificare troppo".
Mariela Golia



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