Sanità/ Presentato a Milano il cervellone elettronico che scopre gli errori medici
Un computer palmare per ogni medico, un braccialetto per i pazienti e un database per gestire i rischi di errori nella diagnosi e nella cura. E' il progetto hSafety, presentato a Milano e gia' sperimentato in due cliniche, l' Istituto europeo di oncologia (IEO) e il Centro cardiologico Monzino.
HSafety nasce dalla collaborazione fra due strutture, il Centro europeo di ricerca biomedica (CERBA) e Postecom, Innovation, NVA - Rasini Vigano'. L'idea di base e' quella di prevenire gli errori di sistema non riconducibili al singolo medico, come gli scambi di paziente o la somministrazione di dosi eccessive di farmaci. Un sistema informatico analizza le maggiore cause di rischio nel singolo ospedale, i costi legati a questi e le aree di investimento per ridurli. Classifica gli errori e stabilisce dei parametri di sicurezza. Il medico, al momento di stabilire la cura, digita su di un palmare dosi e tipologia di farmaci e il sistema segnala se questi possono comportare rischi per il paziente.
Un braccialetto applicato al paziente lo identifica nel reparto, per evitare scambi di cartelle cliniche e seguirne a distanza i movimenti. "L'obiettivo del sistema - spiega Claudio Franzoni, amministratore delegato di Innovation, societa' che insieme a RVA ha curato la realizzazione di hSafety - e' quello di segnalare al medico un potenziale errore". "Gli errori sono inevitabili - commenta Stefano Michelini, direttore generale dello Ieo e del Centro Cardiologico Monzino - ma dobbiamo imparare a governarli e per questo abbiamo scelto un partner tecnologico". Durante la presentazione di HSafety Maurizio Mauri, direttore generale della Fondazione CERBA, ha ricordato il progetto 'Ospedale del futuro', un grande centro medico multidisciplinare. Una citta' della salute e della scienza di 620mila mq (300mila dei quali adibiti a parco pubblico) in via Ripamonti, con 800 posti letto, che sara' operativa dal 2012.
"L''Ospedale del futuro' - ha ribadito Mauri - che riunira' lo Ieo, il Centro Monzini, istituti di neuroscienze, radioterapia, ortopedia, riabilitazione e ricerca in un'unica struttura avra' il vantaggio di condividere le capacita' abbassando i costi, non ha piu' senso la segmentazione in tante struttre diverse. La citta' della salute - conclude Mauri - sara' un'apripista dell'Expo, vogliamo creare le condizioni per fare di Milano la capitale europea della medicina".



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