Cavalli (Sel): "Penati si deve dimettere. Macché complotto, c'è fifa bipartisan"
Esclusvio/ L'assessore alle Politiche Sociali di Milano Majorino rompe il "fronte della solidarietà" del Pd. E sta per mettere sulla sua pagina Facebook un dirompente articolo dal titolo: "Se fossi in Penati mi dimetterei" IL COMMENTO/ Le inchieste on demand Di Giuseppe Morello FORUM/ Penati indagato, secondo te si deve dimettere da vicepresidente del consiglio regionale? Un immobiliarista accusa Penati. Da Risanamento a Sesto Immobiliare, ecco come nasce l'inchiesta Sesto immobiliare/ Gnudi presidente e Resca vice. Parte il progetto dell'area Falck L'inchiesta/ Le banche e il cemento. Così cambia Sesto San Giovanni
"Penati si deve dimettere". Non usa mezze parole Giulio Cavalli, consigliere regionale di Sinistra Ecologia Libertà, che in un'intervista ad Affaritaliani.it spiega perchè il vicepresidente del consiglio regionale, indagato dalla procura di Monza per corruzione nell'ambito di un'inchiesta su presunti illeciti commessi nella gestione dell'ex area Falck di Sesto San Giovanni, deve lasciare l'incarico. "Mi auguro che non si debba chiedere troppo a lungo", rincara la dose.
LA CRONACA/ Penati indagato per corruzione: "Nulla da temere". Il Pd fa quadrato
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Perchè si deve dimettere?
"Penati e il Pd sanno benissimo che la figura di vicepresidente deve essere di garanzia. Ripeto quanto detto da tutti nel Centrosinistra sulla vicenda di Massimo Ponzoni (assessore regionale indagato per bancarotta sul fallimento dell'immobiliare Pellicano, ndr). Anche in quel caso si puntava il dito sull'ufficio di presidenza. Penati da consigliere regionale e uomo di partito rappresenta i suoi elettori e il Pd. Ma da vicepresidente rappresenta la garanzia per tutti. Senza bramosie da manettaro, avrà il modo il tempo e la serenità per difendersi anche se mi fa sorridere sentire qualche voce che parla di un messaggio trasversale di Bersani o di giustizia ad orologeria".
Nessun complotto dunque?
"La procura di Monza e Walter Mapelli sono gli stessi che applaudiamo negli incontri pubblici quando si parla di criminalità organizzata e di questa bella rivoluzione antimafia in Lombardia. E' vero che parliamo anche di un indagato e non di un rinvio a giudizio. Si giustificano dicendo che la vicenda risale a 10 anni fa e che nel frattempo sono cambiate le Amministrazioni, i progettisti e i proprietari dell'area Falck. Non penso che la consuetudine possa diventare un logo, Filippo dimostri la sua estraneità".
La vicenda avrà delle ripercussioni a livello nazionale?
Mariela Golia



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