Cavalli ad Affari: "Di Pietro scenderà in campo. Io porto Andreotti a teatro". Pisapia...
![]() Giulio Cavalli |
L'INTERVISTA
Perché uno spettacolo su Giulio Andreotti?
"Perché la storia di Andreotti è la storia di una politica che si è seduta al tavolo con la mafia e non si è posta dei limiti morali con chi trattare per accrescere il proprio potere. E questo è un modus assolutamente contemporaneo. E mi augurerei che non fosse anche futuro".
Perché ora? C'è un nesso con l'allarme lanciato dal governatore Draghi sulla mafia al Nord?
"Quando della mafia al nord non ne parlava nessuno io avevo già la scorta e l'impossibilità di godermi la mia famiglia e i miei figli. Mi sembra un allarme arrivato colpevolmente in ritardo".
Andreotti è un personaggio impegnativo...
"L'andreottismo è un modo di fare politica che ritiene che l'opportunità sia legata solo alla condanna penale invece credo che si rischi di essere inopportuni al di là dei criteri penali. E Andreotti ha portato avanti una politica inopportuna. Oggi diffusa al nord e al sud".
Il soggetto è stato scritto anche da Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli...
"Hanno supervisionato il testo. Con Giancarlo collaboriamo molto. Su Andreotti mi sembrava il testimone migliore. Carlo lo conosco da anni ed è riuscito a portare la bugia del processo Andreotti in prima serata e a raccontarlo in modo semplice ma senza superficialità".
Parliamo di elezioni comunali a Milano, pensate di fare una lista?
"Sì certo".
Su chi punterete?
"Su tutti i 60. Ho raccontato nel corso del mio lavoro i giochi di partito. Questa sarà una lista delle pari opportunità ma non per l'aritmetica uomini-donne ma perché puntiamo su tutti".
Qualche nome...
"Raffaele Grassi, che è un nostro consigliere uscente. Puntiamo anche sui giovani. Li facciamo uscire dai banchetti per farli vivere l'esperienza della campagna. Poi abbiamo professionisti che nel loro lavoro hanno denunciato e tenuto la schiena dritta. C'è chi lavora nell'ambito delle medicina, delle finanza. Presenteremo la lista alla fine di questa settimana".
Berlusconi capolista a Milano. Anche Di Pietro scende in campo?
"A Milano è sceso in campo molte volte e non per fare propaganda. Di Pietro ha alle spalle ognuno dei 60 candidati".
Come sta andando la campagna di Pisapia?
"I rapporto sono ottimi, e lo sono sempre stati anche quando qualcuno aveva un po' rimestato nel torbido in occasione delle primarie. Noi avevamo deciso di rimanere fuori perché c'era un candidato che non ci andava bene e non era Giuliano. Pisapia sta facendo una campagna elettorale elegante. Si può essere duro senza per forza trovarsi a strepitare. Sui temi che sta portando avanti siamo in perfetta sincronia. Mi auguro che tutti i partiti della coalizione facciano il loro dovere in buona fede".
Mariela Golia



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