Caso Derivati/ La grande finanza manda in bianco la Moratti. Disertato il bando per la ricerca di un advisor
| BORGHINI SI DIMETTE In una lettera inviata al Sindaco Letizia Moratti, il direttore generale del Comune, Gianpietro Borghini, ha annunciato oggi le sue dimissioni dall'incarico. Lo comunica palazzo Marino. Nella lettera Borghini spiega: "sono passati due anni da quando ho iniziato a collaborare con te nella veste di Direttore Generale del Comune. Due anni di lavoro molto intenso ed appassionante che ha messo me, ma soprattutto l'intera struttura comunale, a dura prova. Una prova che mi pare sino ad ora sia stata felicemente superata, in particolare da parte della struttura, che ha confermato ancora una volta di possedere notevoli energie individuali e grande dedizione al lavoro". Il Sindaco ha ringraziato Borghini per la collaborazione, esprimendo riconoscenza per il lavoro da lui avviato in questi due anni. |
Caso derivati/ Letizia Moratti: "Maggioranza e opposizione sono dalla stessa parte". Speciale
Le istituzioni finanziarie mandano in bianco il Comune di Milano. La Moratti cercava un advisor per la gestione finanziaria di Palazzo Marino. Ma, alla consegna delle buste, una sola offerta è arrivata sul tavolo del sindaco. Peraltro, neppure tecnicamente adatta. Insomma, un flop contro il quale il partito democratico si scaglia con durezza.
"Nonostante si parlasse da mesi della gara per diventare Advisor finanziario del Comune l’appuntamento è andato quasi deserto, con una sola offerta presentata per di più tecnicamente carente - spiega Davide Corritore, consigliere del Pd - Dietro la scelta del sistema finanziario di non partecipare alla gara vi è forse la previsione di un autunno caldo sui Derivati di Palazzo Marino. L’Advisor finanziario avrebbe infatti il compito di assistere il Comune anche sulla delicata vicenda dei Derivati, tema sul quale si intravede una iniziativa legale a carico delle banche che hanno sottoscritto i contratti con il Comune in questi anni. Si può cioè immaginare che diversi operatori, soprattutto quelli bancari, abbiano voluto evitare un ruolo assai scomodo: supportare un’azione contro istituzioni del sistema finanziario a cui si appartiene".



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