Leader Pd/ La lettera di una militante. Quel patto scellerato di Corritore con Casati e l'apparato Pd per il coordinamento cittadino. La risposta del direttore di Affaritaliani.it
| LA RISPOSTA Cara Diana, Osservo peraltro che se questo intervento, libero e autogestito, di Gabrio Casati (non è parente) suscita la tua indignazione, il medesimo intervento si è guadagnato anche dei punti a favore finendo ad esempio tra gli invii della mailing list della Fabbrichetta (è arrivata anche a me) come pezzo da non perdere: "Alleghiamo un corsivo pubblicato poco fa da "affaritaliani.it" che condividiamo ampiamente e totalmente condivisibile", LA FABBRICHETTA. |
| L'OPINIONE L'EDITORIALE DI GABRIO CASATI Milano/ Il Pd si guarda l'ombelico Forum/ Cosa pensi di questo dibattito interno al Pd di Milano? LA PROPOSTA Diana Castiglione, del direttivo del circolo Giambellino-Lorenteggio-Inganni, lancia una proposta ai due candidati al coordinamento cittadino del Pd, Stefano Draghi e Davide Corritore. "Mi piacerebbe che Affari Italiani tentasse di orientare la discussione su un piano più "alto", spiega. Ecco dunque, l'idea dei circoli: un faccia a faccia senza esclusione di colpi, su Affaritaliani.it. Noi da parte nostra saremmo ben lieti di ospitarlo. Giriamo la richiesta ai due contendenti... |
Caro Angelo,
Comprendo che scandalo e polemica aumentano la diffusione del quotidiano.
Ma l'editoriale "Milano/ Il Pd si guarda l’ombelico" di oggi a firma Gabrio Casati (parente per caso di Ezio?) colma la misura delle considerazioni indegne fatte a riguardo di uno specchiato uomo politico come Stefano Draghi.
Il cosidetto outsider Corritore, lo sanno anche i sassi poiché è stato pubblicamente svelato e discusso nelle assemblee dei circoli PD che hanno preceduto l'elezione di Casati e alle quali Corritore ha partecipato, ha stretto un patto scellerato con Ezio Casati e con l'apparato PD per il coordinamento cittadino.
Scellerato perché in cambio dell'appoggio dell'apparato a Corritore in queste elezioni di coordinatore cittadino, Corritore non si è presentato alle provinciali ed ha fornito a Casati la foglia di fico di una elezione "democratica" attraverso il suo sodale Piervito Antoniazzi. Infatti senza la candidatura di Antoniazzi, Ezio Casati sarebbe stato nominato coordinatore provinciale d'ufficio, rendendo limpida e trasparente la realtà dei fatti cioé che è una nomina fatta dall'alto e non una elezione fatta dal basso (chissà perché poi la si è voluta camuffare?).
Voglio anche ricordare che le modalità e sopratutto i tempi per la presentazione delle candidature alle provinciali ha fatto sì che non vi fosse la possibilità per altri candidati di raccogliere le firme e organizzare un minimo di campagna elettorale, ovviamente al di fuori del candidato mirabellian-toiano Casati e della sua foglia di fico Antoniazzi. Ricorderai sicuramente la rabbia e lo sconcerto dei circoli in proposito, specie perché all'inizio Casati ha ventilato l'idea che il coordinatore cittadino venisse nominato direttamente dal coordinatore provinciale...
Ha ragione Nando Dalla Chiesa quando dice che c'erano molti altri che volevano candidarsi al coordinamento cittadino. Quello che forse non sa è che vi è stata una forsennata pressione da parte dell'apparato nei riguardi di tutti quelli che pensavano di opporsi a Corritore affinché ritirassero la propria candidatura, dato che anche in questa occasione avevano già pronto un bel fantoccino, foglia di fico e perdente sicuro, da mettere in campo contro Corritore.
L'unico che non ha ceduto ai ricatti (forse perché poco ricattabile?) è stato proprio Draghi. Che allora va spianato con cannonate ad alzo zero usando ogni mezzo disponibile.
Siccome ho avuto l'occasione di conoscerti e apprezzo molto il tuo lavoro, vorrei che evitassi di prestare il pulpito di Affari Italiani a queste base manovre da tardo impero che affliggono questa nuova e, purtroppo fragile, creatura che è il PD. Sopratutto perché una persona come Draghi non se lo merita.
Con stima e affetto,
Diana Castiglione
Membro del coordinamento del circolo Giambellino-Lorenteggio-Inganni
LA REPLICA ALLA RISPOSTA DEL DIRETTORE (nel box a sinistra)
Caro Angelo,
Grazie della tua risposta, che, come sempre, è molto pertinente.
Hai ragione nel dire che un giornale non può e non deve censurare gli interventi, anche forse quando sfiorano l'insulto personale.
Come molti altri amici democratici apprezzerei che vi fosse un confronto, e se necessario anche uno scontro, sulle idee dei due candidati. E mi picerebbe che Affari Italiani tentasse di orientare la discussione su questo piano più "alto".
Se tu credi che questo nostro scambio di lettere possa in qualche modo essere utile allo svelenimento del dibattito in corso, pubblicalo pure.
Con affetto,
Diana



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