Calano le imprese straniere a Milano. "E' la prima volta"
Aumentano di 23 mila unità le imprese registrate a Milano (+ 1,7%), ma calano del 4,1% quelle gestite da cittadini extracomunitari. “È la prima volta che accade dopo tanti anni di crescita”, dichiara il presidente della Camera di Commercio milanese, Carlo Sangalli. Mentre c'è un'impennata della disoccupazione (che arriva al 5,5% rispetto al 3,9% del 2008 e tocca il 13,6% tra i giovani under 30) e del ricorso alla cassa integrazione (oltre 26 milioni di ore nel primo trimestre 2010: + 447,8% rispetto allo stesso periodo del 2009). Aumentano anche le disuguagliane: mentre il 23% della popolazione ha potuto aumentare le spese, la metà delle famiglie con redditi annui inferiori a 15 mila euro ha dovuto ridurre i consumi. Un bilancio, quindi, con poche luci e molte ombre quello relativo alla salute dell'economia milanese nel 2009, presentato oggi dalla Camera di Commercio di Milano.
Le imprese gestite da cittadini extracomunitari a Milano sono 17.761 (il 15,5% del totale), e calano del 4,1% nel 2009 rispetto al 2008, dopo che tra il 2004 e il 2009 erano aumentate del 30,8%. Un dato in controtendenza rispetto alla media lombarda (dove le imprese dirette da cittadini extra-Cee continuano ad aumentare del 1,7%) e ancor di più rispetto alla media italiana (+ 4,2%). Secondo Sangalli "il motivo va cercato nel fatto che le imprese gestite da stranieri sono spesso di dimensioni familiari e quindi hanno risentito maggiormente della crisi economica”.
I livelli raggiunti dal ricorso alla cassa integrazione nel primo trimestre 2010, rispetto allo stesso periodo 2009, a Milano (+ 447,8%) sono invece enormemente più alti sia rispetto alla Lombardia (+ 191,8%) che rispetto al dato nazionale (+133,9%). Secondo Sangalli è un dato che “va monitorato con attenzione, ma è probabilmente frutto della maggior concentrazione industriale di Milano”. Le conseguenze della crisi sulle famiglie a basso reddito si mostrano sui consumi, dove cresce notevolmente la quota di spesa riservata ai beni primari. Il peso di medicine e spese sanitarie è cresciuto del 31% nei bilanci delle famiglie milanesi, quello per i generi alimentari del 26%, mentre diminuiscono le spese per vacanze (- 27%) e abbigliamento (- 21%). Numeri che, secondo il presidente della Camera di Commercio, mostrano un preoccupante aumento delle disuguaglianze, che va combattuto, perché “la storia dimostra che Milano corre veloce solo quando corre tutta assieme”.



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