E' caccia alla bicicletta
Il giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha annunciato un drastico intervento sulla mobilità nel centro di Firenze: da 3 a 6 ettari la zona pedonalizzata che includerà via Tornabuoni, via Guicciardini, Piazza dei Pitti; auto e moto non potranno più attraversare il centro; i normali bus del trasporto pubblico verranno deviati su percorsi tangenziali, nel centro transiteranno solo minibus elettrici. Plaudiamo al sindaco Renzi: questo è l’unico modo serio per affrontare la mobilità motorizzata nei centri storici delle nostre antiche città. Sarà una gioia poter ritornare a Firenze dalla quale ci aveva, da tanti anni, allontanato il traffico automobilistico suicida. Ma, ancor più, plaudiamo le limpide motivazioni con le quali Renzi ha spiegato le ragioni del saggio provvedimento: “vogliamo rottamare l’idea che si prenda l’auto anche per fare 300 metri. E che le piazza di Firenze, così belle, siano solo uno spartitraffico. Possiamo tornare a vivere le piazze come luogo d’incontro… La pedonalizzazione è una rivoluzione culturale: vogliamo vedere i passeggini al posto dei Suv… Il centro di Firenze si attraversa a piedi in 15 minuti. Non siamo sirene, abbiamo le gambe, possiamo camminare. Tra l’altro fa bene alla salute”. Bravo Renzi (che ha anche dimezzato il numero degli assessori, come dovremmo fare con i parlamentari)! Speriamo che il suo esempio faccia scuola.
Per marcare ulteriormente la differenza tra veri progressisti e retrogradi, può essere utile un confronto con Brescia, una volta città all’avanguardia in tante cose, compresa una corretta gestione del Comune e che sta, invece, ora sprofondando in una fase che è, forse, la più cupa e triste degli ultimi 60 anni. Mentre tutte le città europee (esclusa, per ora Milano) sono impegnate per agevolare e sviluppare l’uso della bicicletta in città, qui, in nome di un non meglio precisato decoro cittadino, si è lanciata una insensata caccia alla bicicletta. Le biciclette che verranno parcheggiate fuori dalle apposite rastrelliere (che non esistono se non in misura minima) verranno colpite da multe forsennate. Si è quasi portati a pensare ad una forma di delirio personale di qualche assessore per motivi personali . Ciò di cui avrebbero bisogno Brescia ed il suo decoro è ben altro, ben altro, sia sul fronte urbanistico che sul fronte immateriale. Anche a Brescia l’unica cosa da dire è: “ha da passà a’ nuttata”.
Allarme Milano Speranza Milano



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