Brera/ Il manager Resca: io commissario senza soldi

Mercoledì, 10 agosto 2011 - 15:53:00

La Grande Brera? "Sono l'unico commissario nominato e poi lasciato senza soldi", sorride sconsolato Mario Resca, il manager chiamato al ministero della cultura per valorizzare il patrimonio italiano. Con i problemi di manutenzione dimostrati dalla vecchia Brera lui non c'entra, premette, l'incarico di commissario riguarda solo il progetto per il futuro. Ma l'intesa siglata un anno fa a Milano dall'allora sindaco Moratti e dai ministri Bondi, Gelmini e La Russa è merito suo, rivendica: "E' stato un accordo storico, in quarant'anni non c'era riuscito nessuno".

Si puntava a finire in tempo per l'Expo del 2015: al momento però, sembra lettera morta. Costo totale del progetto 150 milioni di euro, di cui non è arrivato nemmeno un assaggio: "Da un anno e mezzo mi è stato impedito di lavorare - denuncia - nessuno mi ha dato una lira, è inaudito". La stima di 150 milioni è stata fatta dall'unità tecnica di missione della presidenza del Consiglio per il 150 anni dell'Unità d'Italia, spiega il manager. "Su questa base io ho chiesto almeno 20-30 milioni per avviare i lavori", sottolinea, "se partiamo così sono sicuro che la città, con privati e fondazioni è pronta ad aiutare".

Nato per rilanciare e valorizzare la grande Pinacoteca piena di tesori di ogni tipo, dallo Sposalizio della Vergine di Raffaello al Cristo Morto di Mantegna, dalla Cena in Emmaus di Caravaggio alla Pietà di Giovanni Bellini, il progetto della Grande Brera, ricorda Resca, prevede il restauro e la risistemazione del complesso, con l'annessione del vicino Palazzo Citterio, che servirà per spazi culturali, mostre, servizi al pubblico, nonchè il trasloco dell'Accademia di Belle Arti nella caserma di via dei Mascheroni, 20 mila metri quadri messi a disposizione dal ministero della difesa, che però deve essere prima ristrutturata. Obiettivo, moltiplicare i visitatori, che oggi sono "un'inezia - dice Resca - solo 2-300 mila l'anno", portando il museo milanese allo standard europeo che meriterebbe. "Insomma un progetto ambizioso, importantissimo per la città. E invece siamo rimasti al palo".
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