Alleati-nemici/ Bossi: due ministeri a Milano. Ma dal Pdl è un coro di no
"Porteremo due ministeri a Milano". Ne è convinto Umberto Bossi, che, parlando con i giornalisti, al suo arrivo alla festa della Polizia a Varese, ha elencato tra le "riforme necessarie" dopo l'approvazione del federalismo fiscale, quella che introduce il "decentramento dei ministeri. "E' dovuta venire la Lega per realizzare i sogni", ha commentato.
A chi gli chiedeva se fosse il decentramento o un provvedimento fiscale la "sorpresa" che in serbo con Silvio Berlusconi il leader del Carroccio ha risposto: "Tutte e due le cose sono possibili, perché, passato il federalismo fiscale che diminuisce il costo dello Stato, Tremonti, se vuole, può ridurre le tappe". "E poi c'è anche la questione dei ministeri a Milano - ha aggiunto - che non è cosa da poco".
Stando a fonti vicine alla Lega, Bossi si riferirebbe al dicastero delle Riforme (guidato dallo stesso leader del Carroccio) e di quello per la Semplificazione (sempre appannaggio della Lega con Calderoli), ma c'è chi aggiunge che anche le Pari Opportunità di Mara Carfagna potrebbero traslocare dalla capitale a Napoli, altra città in cui il Pdl cerca disperatamente di recuperare consensi in vista del ballottaggio.
Resta da capire quali consensi possa attrarre nelle due città l'eventualità di aggiungere i ministeri (per giunta senza portafoglio) al già caotico traffico di auto blu e di scorte. Senza contare che il Pdl romano annuncia battaglia: se infatti sono ovvie le critiche dal centrosinistra, la dichiarazione di Bossi viene attaccata anche dal partito di Berlusconi a partire da Roma: "Pure balle", dice il sindaco di Roma Gianni Alemanno riferrendo di aver ricevuto garanzie assolute sulla permanenza delle sedi a Roma. Garanzie avute "dal premier e dal Pdl. Roma è capitale secondo la Costituzione. E i ministeri - ha concluso - e tutte le agenzie nazionali che qui hanno sede non si possono spostare e non si spostano".
Identica linea per il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: "E' semplicemente una proposta insensata, non c'è alcuna necessità di trasferire ministeri da Roma, mettendo in difficoltà lavoratori e famiglie. La Lega insiste su un falso problema, capisca piuttosto che in questo momento, anche alla luce dei risultati elettorali, non serve ed è solo dannosa questa politica di divisione del Paese".
E anche per Barbara Saltamartini, vicepresidente del Gruppo Pdl alla Camera, "è impensabile trasferire i ministeri fuori da Roma. Non sono certo questi gli argomenti che interessano i cittadini a cui invece occorre dare risposte in merito ad una necessaria riforma del fisco che possa alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese. In tal senso, rifiutiamo qualsiasi tentativo o peggio boutade elettorale che ipotizzi solo lontanamente uno spostamento dei ministeri. Roma è Capitale secondo Costituzione e per tale motivo i ministeri e le agenzie nazionali che hanno nella città la loro sede non possono essere spostati. Su questo argomento non si scherza".
Chissà però se scherza Berlusconi, quando in un'intervista a Telelombardia annuncia: "Con Bossi abbiamo pensato di decentrare alcune funzioni di governo". E il presidente della Provincia di Milano, Podestà, rilancia: la città ha le carte in regola per accogliere alcuni ministeri, ma prima bisogna trasferire da Roma la Consob.
E tu che cosa ne pensi? Sei d'accordo sulla proposta di Bossi di trasferire due ministeri a Milano?



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