"Bollate non è un carcere a luci rosse"
LA LETTERA APERTA ALLA STAMPA DEI VOLONTARI DEL CARCERE DI BOLLATE ![]()
Non un carcere a luci rosse, ma una casa di reclusione che ha un progetto di reinserimento dei detenuti, come prevede la Costituzione. A margine della vicenda della detenuta in stato di gravidanza i volontari che quotidianamente lavorano a Bollate dicono: "Scandalismo inutile e dannoso, riflettiamo invece su come tutelare l'affettività in carcere, come accade in altri paesi e su come sostenere esperienze detentive come Bollate".
Una giovane donna detenuta a Bollate è rimasta incinta. La notizia è di dominio pubblico perché il Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, ha inviato comunicati alla stampa e chiesto di accertare le "responsabilità".
Noi volontari del carcere di Bollate osserviamo:
1) Non può essere certo motivo di responsabilità il consentire - da parte degli operatori in divisa e non - a tutti i detenuti, uomini e donne, di frequentare la scuola, di accedere al lavoro e di partecipare alle attività comuni, che non possono essere riservare solo ai detenuti dei reparti maschili. In questa, come in molte altre circostanze, il Progetto Bollate dimostra di essere ovviamente più esposto a rischi, ma gli incidenti di percorso non possono essere strumentalizzati per indebolirlo o ridimensionarlo.
2) Non ha senso lo scandalo di chi ha parlato di "carcere a luci rosse". Piuttosto ci si dovrebbe scandalizzare per i 70 suicidi che si sono verificati lo scorso anno nei penitenziari italiani, o per le denunce di violenze anche sessuali.
3)Episodi come questi dovrebbero essere occasione di riflessione sulla necessità di affrontare nelle carceri italiane il tema della possibilità per i detenuti di mantenere o instaurare legami affettivi e sessuali, adottando le necessarie misure organizzative, come accade in altri paesi europei. In Italia i tentativi di introduzione di norme che regolamentino questa materia sono rimasti lettera morta, malgrado la proposta di legge presentata il 12 luglio 2002 (n. 3020: "Modifica della legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di affettività in carcere").
4) Ci auguriamo che non si prenda spunto da questo episodio per bloccare il Progetto Bollate, che rappresenta una delle poche coraggiose ed efficaci esperienze nel quadro delle strategie carcerarie italiane.
FIRMATARI
Valerio Onida- presidente emerito della Corte Costituzionale
ASSOCIAZIONE MARIO CUMINETTI
SESTA OPERA SAN FEDELE
ASSOCIAZIONE Gli AMICI DI ZACCHEO-Lombardia
Viviana Brinkmann Presidente
Tutti i Soci Membri volontari esterni ed interni
Editore Salute inGrata
Tutti i componenti delle Redazioni E Sportelli Salute
don Fabio Fossati - cappellano
ASSOCIAZIONE ''CARTE BOLLATE''
Susanna Ripamonti
Assunta Sarlo
Silvia Palombi
Federica Neef
COOPERATIVA ABC di CATERING
Silvia Polleri
COOPERATIVA ALICE
Luisa della Morte
Cooperativa ESTIA teatro e falegameria
Michelina Capato
ASSOCIAZIONE SALTO OLTRE IL MURO - ippoterapia
Claudio Villa
CENTRO COSCIENZA
Cesare Faggetti
Uberto Sapienza
Paola Siviera Fagetti
LABORATORIO DI POESIA
Maddalena Capalbi
CASCINA BOLLATE
Susanna Magistretti
COOPERATIVA ARTICOLO 3
Paola Villani
Laura Formigoni
Angelo Aparo - coordinatore Gruppo Trasgressione
Adolfo Pugliese - psicologo
Savino D'amico - gruppo lettura
Marlene lombardo - stampa
Nazzareno Prenna - ins ed fisica e mr squadra di calcio



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