Bollate, carcere a luci rosse: detenuta rimane incinta
Le misure di sorveglianza nel carcere di Bollate, seppur imponenti, pare non abbiano impedito a due detenuti di amoreggiare e 'procreare'. Una detenuta e' infatti rimasta incinta dopo un rapporto sessuale 'fugace', con un altro detenuto, con il quale frequenta un corso scolastico presso 'l'area trattamentale' del carcere. La denuncia arriva dal Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria che chiede chiarimenti in merito, dopo aver appreso della 'love story' dalla propria struttura sindacale di Milano Bollate. "Ci risulta che in quel Reparto, dalle 16 alle 18.20, non vi e' la sorveglianza del Personale di Polizia Penitenziaria: perche'? Chi lo ha deciso? Chi aveva la responsabilita' gestionale di quel Reparto? - si chiede Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, rappresentativa organizzazione di Categoria - Proprio in relazione dello stato di gravidanza della reclusa, gli educatori del carcere hanno presentato istanza di scarcerazione della stessa per le particolari condizioni di salute. Ci chiediamo come sia possibile che avvenga tutto cio' in un carcere e crediamo che il Ministro della Giustizia Alfano ed il Capo dell'Amministrazione penitenziaria debbano predisporre adeguati approfondimenti". Capece ricorda che "il carcere milanese di Bollate e' spesso portato ad esempio per le tante iniziative di trattamento rieducativo dei detenuti. Ma gli episodi citati ci obbligano a suggerire di pensare piu' alla sicurezza e scegliere meglio i detenuti ai quali permettere un percorso rieducativo e trattamentale come la frequenza dei corsi scolastici". A Bollate, in cui la capienza regolamentare e' pari a 976 posti letto, sono detenute 1.053 persone, 51 donne e 1.002 uomini, e circa il 45% sono gli stranieri. Centotrentaquattro sono gli imputati e 919 i condannati. Mancano ben 144 agenti di Polizia Penitenziaria in organico: oggi ve ne sono in servizio circa 390. 
Lucia Castellano, direttrice carcere di bollate spiega: "Sono in corso accertamenti per verificare il presunto stato di gravidanza della detenuta. La direzione tiene altresi a precisare che l'unico luogo in cui la detenuta in presunto stato di gravidanza puo incontrare i detenuti maschi e' la scuola da lei frequentata e che il reparto e' sempre presidiato dalla polizia penitenziaria. Eventuali responsabilita per omessa vigilanza saranno prontamente accertate dall amministrazione"



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