In Bicocca al via il primo corso sulle rinnovabili
Si chiama Chemistry and Physics of Materials for Energetics ed è la prima scuola interamente dedicata ai materiali per le applicazioni energetiche. Una full immersion di una settimana, dal 14 al 19 settembre all'università Bicocca di Milano, organizzata dal Network Europeo PCAM (Physics and Chemistry of Advanced Materials) e dedicata alle più importanti innovazioni e ricerche nel campo delle energie rinnovabili: dal fotovoltaico, ai materiali per il risparmio e il recupero energetico, alle problematiche connesse allo stoccaggio di energia.
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L'iniziativa, rivolta agli studenti dei dottorati di ricerca e a giovani ricercatori che desiderino accedere a questo importante settore della Scienza dei Materiali, è anche un'occasione unica che riunisce, per la prima volta in Italia, dodici tra i maggiori studiosi e docenti internazionali di energia ricavata da fonti rinnovabili e di sistemi per l'immagazzinamento dell'energia. È il caso di Martin Green, professore presso la University of New South Wales in Australia, uno dei pionieri dell'energia solare e il massimo esperto mondiale di celle solari inorganiche che con le celle di silicio cristallino ha raggiunto il record di efficienza (25 per cento). "Negli ultimi dieci anni - dice Green, anticipando il tema del suo intervento - l'industria delle celle solari è passata da budget insignificanti a un giro d'affari di miliardi di dollari che ha quasi superato l'industria elettrica e quella nucleare in termini di crescita annua dei fatturati. A Milano parlerò degli sviluppi che stanno avendo le celle solari di terza generazione, caratterizzate da bassi costi di produzione e alte performance, che si affermeranno a partire dalla metà di questo secolo".
Presenti anche Tobin Marks della Northwestern University di Chicago, attivo nella produzione e caratterizzazione di film sottili e nella sintesi di nuovi materiali per applicazioni energetiche e uno dei 52 chimici insigniti, a partire dal 1964, della prestigiosa "Presidential Medal of Science" per il suo contributo alla scienza dei materiali. E Khaja Nazeeruddin, ricercatore presso l'Ecole Polytechnique di Losanna e stretto collaboratore del professor Michael Grätzel che ha inventato le celle che portano il suo nome. Nazeeruddin è a sua volta autore di 19 brevetti tra cui quello del più efficiente foto-sensibilizzatore ad oggi noto per celle solari di terza generazione. Recentemente, insieme al professor Alessandro Abbotto del dipartimento di Scienza dei Materiali all'università Bicocca, ha sviluppato un nuovo tipo di coloranti organici in grado di aumentare la capacità delle celle di catturare e trasformare in energia la luce solare. "In termini di efficienza e durata - spiega Nazeeruddin - il nuovo design consente in prospettiva di migliorare le prestazioni attuali permettendo di portare ad efficienze di oltre 12% la capacità delle celle di immagazzinare energia dallo spettro della luce solare. Questo renderà ancora più convenienti le celle low cost".
La prima edizione della scuola europea Chemistry and Physics of Materials for Energetics, realizzata anche grazie al contributo di Fondazione Cariplo, sta già facendo registrare numeri notevoli per questo tipo di scuole: oltre 190 iscritti provenienti da venticinque paesi e da più di sessanta aziende e istituzioni di ricerca. Oltre 80 i lavori di ricerca che saranno presentati dai giovani studiosi partecipanti nel corso della settimana. Tutte le attività della scuola, che sarà inaugurata dal rettore Marcello Fontanesi presso l'Auditorium dell'Università in via Vizzola, si svolgeranno all'università Bicocca negli edifici U3 (Piazza della Scienza) e U9 (viale dell'Innovazione). Il Network PCAM raggruppa nove università europee tra le quali, in Italia, l'Università di Milano-Bicocca e l'Università degli Studi di Milano. Il gruppo di atenei è coordinato dal professor Gian Paolo Brivio del dipartimento di Scienza dei materiali alla Bicocca.



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