Bauscia e Casciavit, un occhio fazioso sulla A
Il Milan si sbarazza del Cagliari. Tris firmato Ibra, Nocerino e Ambrosini. I rossoneri tengono il ritmo della Juve. L'Inter cade a Lecce. Niente ottava vittoria consecutiva e addio allo scudetto. Ranieri: "L'obiettivo è il terzo posto". La 19esima giornata di Serie A vista, in modo rigorosamente fazioso, da un bauscia interista e da un casciavit milanista
Dicesi bauscia: sbruffone, borghese, milanese, interista
Dicesi casciavit (cacciavite): appartenente al ceto popolare, milanese, milanista
Serse Cosmi (AP)VISTO DALL'INTER
di Lorenzo Lamperti
Solo chi cade si rialza. Bello slogan, niente da dire. Peccato che questa volta per ritirarsi su ci vorrebbe una gru che manco per far riemergere la Concordia dalle acque del Giglio. Eh sì, perché perdere con il Lecce è proprio una mazzata sugli stinchi. Mica quelli di Sneijder o Milito, ma quelli dei tifosi nerazzurri. Che poi è stata una cosa crudele farlo proprio di domenica pomeriggio. Voglio dire, era da tempo immemore che l'Inter giocava solo in anticipo, posticipo, anticipo del posticipo, posticipo dell'anticipo. Una volta che si torna alle vecchie abitudine che cosa succede? Si perde in terra salentina. Altro che Via del Mare, alla Milano nerazzurra sarà scappata un'altra indicazione stradale, indirizzata verso parti e onde meno nobili di quelle dell'Adriatico, o Ionio, di Puglia. Dice: "Va beh, almeno Cosmi mi sta simpatico". A parte il fatto che il buon Serse non si può vedere da quando ha deciso di fare l'uomo immagine dell'industria degli occhiali da sole, entrando nella lobby fondata dall'allenatore del Cagliari Ballardini, e già annunciata sulle tavole di Fusignano da Arrigo Sacchi. E poi che cos'è questa storia? L'Inter è tornata a fare beneficenza? No, perché se no nel caso a mia zia si è rotta l'aspirapolvere e rischia di retrocedere allo straccio con ammoniaca... Comunque in questa domenica negativa qualcosa di positivo c'è: abbiamo capito che Ranieri sa gestire al meglio i suoi campioni. Ha tolto Sneijder per mettere Alvarez, ha inserito Zarate, lascia costantemente fuori Ranocchia, ha perso il numero di cellulare di Pazzini e sull'aereo di ritorno ha fatto sedere Milito vicino a Castaignos. Va beh, menomale che almeno la seconda squadra di Milano continua a dare soddisfazioni ai propri tifosi: l'Inter Primavera, infatti, ha battuto lo Sporting Lisbona e si è qualificata alle Final Four della Champions League di categoria.

VISTO DAL MILAN
Di Giordano Brega
Vedi Juventus-Udinese e ti vien da pensare: "Si può togliere questo scudetto alla squadra di Conte?". Dovendo interpretare i segnali divini pare quasi scritto nel libro del Destino che questo tricolore debba tingersi di bianco e nero. Più sicuro della previsione dei Maya sul 2012. Oppure no? Di sicuro al milanista vien un po' di fegato amaro vedendo uno del calibro di Handanovic che si dimentica di essere uno dei migliori portieri d'Europa e trova la serataccia peggiore della stagione al cospetto di Matri. Morale della favola: Milan-Cagliari diventa una partita da vincere per tenere la scia dei rivali (rinfrancati quantomeno dal brodino della sconfitta pomeridiana interista, che torna a -8 e cancella l'effetto derby in una fredda domenica salentina). Poco da dire sulla vittoria contro i sardi: ricordare che Ibra vale almeno per tre e che Nocerino è il secondo 'attaccante' più pericoloso della squadra pare quasi affondare in un mare di banalità e cose già dette e scritte. Allora facciamo i complimenti a Urby Emanuelson che si ricicla bene come classe operaia capace di andare nel paradiso del centrodestra (zona letale del centrocampo: Gattuso, Flamini, Aquilani e Merkel si sono fatti tutti male) Per il resto Mesbah a sinistra si mostra volonteroso, Mexes - al fianco di Nesta che dirige la difesa - dimostra di ritrovare la sicurezza un po' smarrita nel primo tempo di Coppa Italia contro la Lazio. Proprio la Lazio: neanche il tempo di pensare e mercoledì si torna a giocare il campionato, su campo degli aquilotti. Urge una vittoria per dare un segnale forte dal campionato. E faccia quel che vuole la Juve a Parma, questo Milan ha voglia di smentire qualunque previsione: fosse pure Nostradmus in persona ad averla scritta.


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