Basta con la logica delle poltrone e del bacino di voti. I passeggeri chiedono efficienza
Dal punto di vista industriale tutto concorre ad affermare che la fusione conviene. Alle aziende e agli utenti. Ma ciò che è conveniente nell’economia o nella società, non sempre lo è per la politica. Nel caso dell’aggregazione Atm-Gtt la politica, soprattutto torinese, ha tirato il freno. Sbagliando. La buona politica deve riprendere il ruolo di governo di processi che possano far nascere imprese in equilibrio e garantire miglioramenti del servizio. Esattamente quello che è successo con la fumata bianca tra due sindaci di schieramenti diversi.
Impossibile quando parliamo di municipalizzate in cui si lamenta l’assenza della buona politica nel processo di modernizzazione. E la costruzione di imprese dimensionate è ostacolata dalle vecchie logiche politiche che hanno visto nelle imprese del tpl un bacino di voti e un sistema di poltrone.
Il risultato è un sistema di regole vecchio (risalgono a un regio decreto) che penalizza la crescita del settore. I passeggeri chiedono efficienza. Ma ogni giorno che passa è un giorno in meno di benefici che ricadono sulla qualità del servizio nelle due città e nei bacini di riferimento. Milano ha l’obbligo di predisporre azioni per aumentare la capacità industriale e la qualità del servizio.
È presente a Copenhagen, Como, Mantova e punta a creare un grande operatore nel nord Italia. Al trasporto pubblico viene chiesto ogni giorno di più un ruolo da protagonista del processo di vivibilità delle città.Ci auguriamo -anche se ci dicono che tira una brutta aria alla vigilia dell’incontro Moratti Chiamparino -che la buona politica sappia dare un buon esempio e una svolta.



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