Leader Pd Milano/ L'ex ministro Barbara Pollastrini ad Affaritaliani.it: "Scelgo Draghi"
Corritore o Draghi? Barbara Pollastrini, scrive ad Affaritaliani.it sul tema della leadership nel Pd milanese. E annuncia che darà la sua preferenza a Stefano Draghi. Ecco la lettera dell'ex Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità
grazie davvero per l’ospitalità. Per molti anni il mio impegno nazionale, in particolare nei confronti delle donne, mi ha portata a percorrere l’Italia dal Nord al Sud. Città piccole, medie, grandi. Ma il mio cuore è rimasto a Milano. Conoscendo il Paese, nelle sue eccellenze e nei suoi ritardi, ho avuto mille conferme del ruolo che la nostra città e la nostra regione devono avere per aprire una stagione di libertà, uguaglianza e di un prezioso civismo. Nel mondo si è chiuso un ciclo della storia recente col venir meno di quel dogma liberista che ci lascia una crisi economica e democratica imponente. Parliamo di meno crescita, meno diritti e opportunità, più diseguaglianze e solitudini. Nonostante questo scenario le energie e i talenti per reagire ci sono e sono tanti.
Come dimostrano la straordinaria vittoria di Obama e, qui in casa nostra, la mobilitazione di studenti, ricercatori e di lavoratori. La luna di miele del governo si è offuscata e a Milano sindaca e giunta , al di là dell'immagine, accumulano inadempienze e gravi miopie. Oggi più che mai c'è bisogno del PD, di un partito solido, radicato, dotato di un pensiero nuovo e coraggioso, di valori e operosità. Ed è in questo scenario che sceglieremo domenica il coordinatore cittadino e lo faremo democraticamente. Si confrontano due personalità di qualità, entrambe risorse da impegnare, Davide Corritore e Stefano Draghi. Voglio dire con chiarezza che chiunque vinca sarà il “mio coordinatore” e dal primo minuto il mio sentimento sarà quello della mescolanza, dell'unità del nostro partito e della solidarietà. Ci attendono traguardi importanti: le elezioni europee, il rinnovo della Provincia con il sostegno a Filippo Penati e il voto in tanti comuni.
Darò la mia preferenza a Stefano Draghi. Innanzitutto per la genesi della sua candidatura nata su proposta di alcuni circoli e da persone assai diverse per genere, generazione e appartenenze. Qualcuno può dire che i circoli non sono tutto in questo partito. Lo so. Ma per me sono l'ossatura essenziale di un partito aperto, in cui si possa stare bene, il luogo in cui la politica è più rappresentata per la sua gratuità e meritano da ognuno di noi più riconoscenza e investimento. Confesso che di Stefano, in questa vicenda, mi ha colpito fra l'altro la disponibilità di traghettatore di dirigenti giovani, donne e uomini, ai quali accordare, in spirito di squadra, responsabilità e ai quali chiedere il rigore dei principi, il rispetto della memoria e l'entusiasmo dell'innovazione nelle idee e nel fare. Questo – caro Direttore – è quanto mi sentivo di dire inviando naturalmente a entrambi i nostri candidati gli auguri più sinceri e, se me lo permette, augurando buona fortuna a tutti noi.
Cordialmente
Barbara Pollastrini



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