Attori e studenti in piazza per la Prima: "Ci faremo sentire"

Mercoledì, 1 dicembre 2010 - 16:05:00

Bebo Storti, Moni Ovadia, ma anche Paolo Rossi e Toni Servillo. Dal presidio organizzato dalla Cgil in piazza della Scala il 7 dicembre in concomitanza con l'inaugurazione della stagione teatrale, prenderanno la parola, oltre ai rappresentanti sindacali, da Giancarlo Albori, segretario Slc Cgil, a Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro di Milano, anche attori, studenti e le delegazioni di altri teatri italiani, tra cui il Carlo Felice di Genova. Quella di martedì prossimo sara' un'anticipazione dell'iniziativa nazionale del mondo della cultura promossa due giorni dopo a Roma.

La prima della Scala e' infatti "un momento di visibilita' che non abbiamo avuto in questi mesi", un'occasione in cui le realta' teatrali milanesi e non solo potranno far sentire la propria voce "come se tutta la cultura del paese decidesse di salire sui tetti delle aziende". "Senza il denaro pubblico non sopravviviamo - ha spiegato in una conferenza alla Camera del Lavoro il presidente Agis e direttore del Teatro Elfo-Puccini, Fiorenzo Grassi - con il botteghino copriamo, se va bene, soltanto il 50% delle spese". Il numero di spettatori nei teatri di prosa, per Albori, e' superiore a quello delle partite di calcio. Un motivo in più, ha detto, per sostenere il teatro in Italia, dove, contrariamente al resto d'Europa, la cultura non viene usata come strumento contro la crisi.

"Per 100 euro di Pil che produciamo al nostro interno ne restituiamo allo Stato 429", ha sottolineato Grassi. Sintomo, per i sindacati, che "la cultura e' una ricchezza" per cui lo stato investe solo lo 0,23% del bilancio, un patrimonio non solo umano minato dai tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo e dal trasferimento delle risorse agli enti locali. Il recupero sui tagli annunciato dal governo, dice la Cgil, non e' ancora avvenuto e la presentazione di domande "credibili" e' vincolata al passaggio del decreto mille proroghe, "di cui si avra' la contezza soltanto intorno al 15 gennaio". "Abbiamo dovuto accollarci lo scioglimento dell'Ente Teatrale Italiano - ha detto Grassi - che ha gravato per 7 milioni di euro sul Fus per il teatro di prosa". "Il 7 dicembre alle 15 chiameremo tutti a raccolta - ha promesso Albori - la cultura nutre e da' da mangiare".
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