Attilio Fontana (Lega) ad Affaritaliani.it: "I comuni lombardi sono in coma: prestazioni basilari a rischio"
"Saremo messi nelle condizioni di non poter dare le risposte nemmeno alle domande più basilari dei nostri cittadini. Va rivisto il patto di stabilità sempre più inaccettabile. I tagli stanno diventando insostenibili. In Lombardia il fondo sociale è stato privato di venti milioni, mentre con lo scudo fiscale sono stati trovati 80 milioni per Roma". Attilio Fontana, sindaco leghista di Varese e presidente dell'Anci lombarda, giovedì consegnerà la fascia di sindaco davanti alla prefettura di Milano e sceglie Affaritaliani.it per spiegare le ragioni della protesta. Con lui ci saranno 500 sindaci lombardiper protestare contro il governo e chiedere più fondi per i comuni ormai ridotti all'osso. Il federalismo fiscale? "Ci vorranno dieci anni: ora stiamo parlando di una persona che è in coma e bisogna trovare le medicine per farla uscire da questo stato".
![]() Attilio Fontana |
Consegnerà la sua fascia tricolore davanti alla prefettura di Milano. Perché?
"Ci sono due ragioni sostanziali: la prima è il patto di stabilità che sta diventando assolutamente inaccettabile perché impedisce, anche a chi ha qualche risorsa da spendere, di poterlo fare. Inoltre i Comuni, che sono sempre stati la parte della pubblica amministrazione che ha più investito, stanno riducendo la loro capacità di farlo: questo si ripercuote sulla qualità della vita dei nostri cittadini. Per questo chiediamo la revisione del patto di stabilità che presenta troppe storture. Palermo, l'anno scorso, è stata premiata come città virtuosa, ma è sotto gli occhi di tutti lo stato in cui versa la città siciliana. Chiediamo che questa situazione venga rivista"
La seconda ragione?
"I tagli che stanno diventando insostenibili e inaccettabili per le nostre casse. A fronte poi di situazioni che invece ci lasciano perplessi".
Per esempio?
"E' stato tagliato il fondo sociale di venti milioni in un momento in cui le necessità aumentano a dismisura mentre coi soldi ricavati dallo scudo fiscale sono stati trovati 80 milioni per Roma: una cosa inaccettabile che non può andare avanti. L'anno scorso abbiamo avuto già gli sgarbi di Palermo, di Catania, di Roma e delle Regioni a cui hanno messo a posto i conti della sanità, Sicilia in testa. Non possiamo andare avanti in questa situazione di figli e figliastri. Saremo messi nelle condizioni di non poter dare risposte nemmeno alle domande più basilari dei nostri cittadini a fronte di una parte del paese che continua a spendere e a spandere".
Ma il federalismo fiscale che fine ha fatto?
"E' la risposta. Ma il federalismo fiscale è purtroppo una cosa che arriverà tra un po' di tempo. Per adesso stiamo parlando di una persona che è in coma e bisogna trovare le medicine per farla uscire da questa situazione. E' chiaro che la guarigione arriverà col federalismo fiscale, ma come ha detto Calderoli, la riforma sarà a pieno regime tra dieci anni: in questo lasso di tempo dobbiamo sapere di che morte morire o se riusciamo a stare in piedi".
Non è paradossale che a capo di questa contestazione ci sia un sindaco leghista visto che il Carroccio è al governo?
"Non credo. Penso che questa sia una contestazione di un territorio nei confronti di un altro e non nei confronti del governo: i governi che si sono succeduti hanno sempre applicato una politica meridional centralistica. La Lombardia ha sempre passivamente subito le angherie del centro, ma questa volta si ribella. Interpreto questa protesta come un modo per dare più forza a chi sta cercando di portare avanti delle riforme che vanno nella direzione del federalismo e della parificazione dei diritti in tutto Paese".
E' soddisfatto dell'operato della Lega in questi due anni di governo?
"Sta facendo tutto quello che può fare. Le elezioni innanzitutto e questa protesta, in minima parte, sono tutte spinte in grado di dare più spazio ai tentativi di cambiamento che la Lega sta portando avanti".
Daniele Riosa



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