Wagon Lits, Tajani ad Affari: verso il ripristino dei treni notte
Cristina TajaniDi Mariela Golia
"Per i lavoratori della ex Wagon Lits siamo vicini a un punto di svolta". Ad annunciarlo ad Affaritaliani.it è l'assessore al Lavoro del Comune di Milano, Cristina Tajani, che sta seguendo molto da vicino la vicenda dei tre lavoratori che dal 9 dicembre protestano sulla torre della Stazione Centrale. Dopo Giuseppe Gison, giovedì anche Carmine Rotatore ha dovuto abbandonare la torre per motivi di salute. "Resiste" ancora Oliviero Cassini.
"La posizione del Comune è sempre stata chiara sin dalla prima lettera sottoscritta da Pisapia e dal sindaco di Torino, Piero Fassino, rivolta al governo e con il secondo appello rivolto dai due sindaci e dai tre Governatori delle regioni del sud più coinvolte: Puglia, Calabria e Sicilia. Abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la soppressione del servizio che è di pubblica utilità per i nostri territori. Un collegamento a prezzi modici tra le regioni del Nord e del Sud. E poi la preoccupazione per le conseguenze occupazionali".
A che punto sono le trattative?
"Il governo si sta muovendo nella direzione auspicata dalle Amministrazioni locali cercando di ripristinare almeno in parte il servizio. Sta infatti lavorando nel ripristino di almeno due dei treni più importanti. Ieri il ministro Passera, rispondendo al question time alla Camera, ha confermato l'apertura verso un soluzione di questo tipo".
I lavoratori chiedevano un tavolo nazionale.
"Volevano un interessamento del governo in modo tale da non essere lasciati soli davanti all'azienda. Le risposte del governo e del ministro stanno andando in questa direzione. Stanno verificando le possibilità economiche di quest'operazione".
Quindi forse anche il terzo lavoratori potrebbe presto lasciare la torre.
"E' il nostro auspicio. Il sindaco ai primi di gennaio ha invitato i tre lavoratori a Palazzo Marino qualora si fosse risolta la vicenda. L'invito rimane valido".
Per quanto riguarda la questione occupazionale a dicembre è stato raggiunto un accordo per i 152 lavoratori lombardi.
"E' un accordo promosso dalla Regione a bocce ferme senza ripristino del servizio. Ma nella stessa premessa dell'accordo la Regione, Cisl e Uil avevano scritto in premessa che qualora il governo fosse intervenuto per un ripristino parziale del servizio quell'accordo andava rivisto".
Questa protesta è il sintomo di un malessere generalizzato.
"E' una vicenda sintomatica. Purtroppo si parla di crisi aziendale solo quanto ci sono proteste eclatanti. E' successo per la Innse a Milano. Ci sono tante altre crisi che si stanno consumando in maniera silenziosa. E' nostro compito illuminarle".
Le istituzioni fanno abbastanza?
"La Giunta ha dimostrato un'attenzione inedita che in passato non c'è stata. Come nel caso della Innse. Venerdì approveremo un pacchetto di misure anticrisi per 4 milioni di euro rivolte ai lavoratori in difficoltà. Sussidi economici a chi ha perso il lavoro nel nostro territorio e incentivi per le imprese per l'assunzione o la stabilizzazione dei lavoratori. Questo è un atto concreto. Qualche settimana fa abbiamo approvato una delibera che finanziava con 500mila euro gli abbonamenti Atm gratuiti per disoccupati, cassa integrati e giovani precari. Nei limiti delle possibilità di un ente comunale stiamo dimostrando particolare attenzione alle conseguenze della crisi".


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