Arte contemporanea/ Tour virtuale di Affaritaliani.it in START. Da Porta Romana a via della Moscova: ecco le foto delle sculture nascoste di Milano
di Kei Nagayoshi
Quadri e sculture nascoste in giro per Milano. In occasione di START MILANO, manifestazione dedicata all’arte contemporanea, 41 gallerie della città, infatti, hanno inaugurato lo scorso fine settimana le loro mostre. Per chi non ha potuto esserci, Affaritaliani.it vi invita ad un tour virtuale di quelle più interessanti e significative.
Scovare questi spazi espositivi spesso non è un’operazione semplice. La maggior parte di essi sono nascosti all’interno dei palazzi storici milanesi, lontani dal passaggio di macchine e passanti. “Sembra la metafora stessa dell’arte contemporanea” dice una gallerista “E’ difficile arrivare a comprenderla. Per farlo, bisogna liberarsi da ogni pregiudizi e lasciarsi assorbire docilmente”. In zona Moscova, nel piccolo spazio bianco di Suzy Shammah, volano i materiale fragili ed evanescenti come l’alluminio, le strisce di plastica e il nylon fluorescente. L’artista Alice Cattaneo cerca, tra calcolo e imprevedibilità, di fermare l'instabilità nel tempo e nello spazio.
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Da Lia Rumma, nella “Stanza del Pensiero”, un mandolino che guarda la partitura nell’installazione di Glegg&Guttmann. A Porta Venezia, presso la galleria Giò Marconi, in mostra una serie di quadri dei primi anni Settanta dell’artista milanese Gianfranco Pardi dal titolo “Architettura”. Opere al confine tra pittura e scultura nelle quali alla tela dipinta si aggiungono e sovrappongono elementi come cavi e tensori, testimonianza delle forze da cui l’opera è percorsa.
E i dipinti dove sono? Eccoli, allo Studio d’Arte Cannaviello. Sono le pitture di Martin Disler, caratterizzate da una pennellata frenetica, furtiva, primitiva e istintiva, a rappresentare un grido, un frammento di sentimenti o di sensazioni violente. Rimanendo in zona, lo Studio Guenzani in via Eustacchi presenta le opere del celebre fotografo giapponese Daido Moriyama. Immagini molto contrastate, rumorose, che trasmettono l’aridità di Tokyo. Alla galleria Rubin siamo accolti da una collezione di alto livello di sculture realistiche realizzate artigianalmente, fra cui quelle curiose che rappresentano un uomo travestito da donna.



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