Aree Falck/ Legale: Di Leva non ha mai preso tangenti
"L'ex assessore Pasqualino Di Leva non ha mai preso tangenti e se proprio si vogliono prendere per vere le dichiarazioni di Giuseppe Pasini che sostiene di avergli dato soldi dopo le concessioni edilizie - tra l'altro dicendo di non aver avuto pressioni ma di averlo fatto spontaneamente - allora il reato da contestare non sarebbe corruzione, ma corruzione per un atto d'ufficio già compiuto che non prevede l'arresto, essendo punito con un anno di reclusione". Lo ha sostenuto l'avvocato Giuseppe Vella davanti ai giudici del tribunale del riesame nell'udienza sul ricorso contro l'arresto del suo assistito coinvolto nell'inchiesta sul "sistema Sesto" con le accuse di concorso in corruzione e concussione. Il legale ha chiesto che Di Leva venga rimesso in libertà, perché i reati contestati risalgono ad almeno 3 anni fa e non c'ß piuù pericolo di reiterazione. In subordine che gli sia concessa una misura cautelare meno coercitiva. La decisione del collegio presieduto dal giudice Galli è prevista per martedå. Il legale ha depositato documenti a sostegno della tesi difensiva, secondo la quale tutti i soldi individuati sui conti dell'ex assessore sono tracciabili e hanno una giustificazione. "La nostra linea difensiva è fondata su prove documentali - ha spiegato al termine dell'udienza -. Di Leva non ha mai preso tangenti da chicchessia e confidiamo nella serietà di questo tribunale composto da magistrati di grande esperienza".Tra i documenti depositati, ce n'ß uno che attesta che parte dei soldi trovati sui conti dell'ex assessore sono frutto della liquidazione per il suo lavoro svolto per l'Enel. E "non è vero che sui suoi conti sono stati trovati 415mila euro - ha proseguito Vella -, ma 320mila, di cui 250mila sono tracciati con un bonifico regolare eseguito dal genero e 70mila euro utilizzati per l'acquisto di una casa dalla suocera". In merito alle accuse degli imprenditori Piero Di Caterina e Giuseppe Pasini, Vella ha detto: "Non pensiamo ci sia stato un accanimento da parte della procura, ma riteniamo che abbia lavorato su dichiarazioni di soggetti che lasciano perplessi. Le propalazioni di Pasini e Di Caterina non sono trasparenti: lasciano intendere delle cose che non hanno riscontri per quanto riguarda il mio cliente". Oggi in udienza non erano presenti i pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, che però hanno depositato una memoria contenente i verbali di interrogatorio dell'ex responsabile dello sportello per l'Edilizia, Nicoletta Sostaro, e dell'architetto ed ex assessore Giuseppe Valeriano, chiedendo la conferma del carcere per Di Leva.



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