Area C, Croci: "Comune ha peccato di superbia". Fedrighini: "Abbonamento agevolato per i residenti di zona 1"
Un abbonamento agevolato per i residenti di zona 1, "che vada incontro ai cittadini non intaccando l'efficacia ma togliendo terra sotto i piedi a chi vuole utilizzare strumentalemente questa battaglia per altre finalita' che non riguardano l'ambiente". E' quanto ha proposto Enrico Fedrighini di Milanosimuove in un incontro in via Marino dedicato ad Area C.
Interpellato sulle proposte di modifica allo studio, riduzione degli orari e tetto massimo di spesa, "sarebbero un rimandare il problema su un concetto sbagliato in partenza, cioe' la limitazione degli orari per chi risiede- ha spiegato Fedrighini - la tariffazione non puo' essere un disincentivo a tornare a casa". "Il problema posto lunedå' sera dai cittadini, non da quelli che strumentalizzano, e' serio e merita di essere preso in considerazione - ha spiegato Fedrighini - Area C e' un provvedimento ben fatto e puo' stare in piedi anche concedendo un abbonamento agevolato ai residenti che sono 78mila, solo in parte con l'auto, comunicando pero' con puntualita' e con più' chiarezza di come si sta facendo ora".
Quanto alle polemiche, Fedrighini ha ammesso: "sarebbe stato meglio partire con un coro di sostegno maggiore e non con episodi come quello di lunedì', sarebbe utile avviare questa sperimentazione con un quadro gia' più' definito e più' accettabile di quello odierno". Per le merci, "uno sconto ingiustificato", per la zona 1, "anche abbonamenti e non solo ingressi gratis", e per gli euro 3 diesel, "un meccanismo tariffario e non il blocco che, se solo nell'area centrale, e' totolmente insensato": sono i tre errori contenuti in Area C da correggere il prima possibile secondo Croci, che ha indicato "le storture da corregere" nel provvedimento che entrera' in vigore dal 16 gennaio. Per il trasporto merci secondo Croci la tariffa ridotta a 3 euro perde l'effetto di scoraggiamento e non portera' ad una riduzione del flusso proprio di quei mezzi che sono responsabili di un terzo delle emissioni di Pm10 e che hanno un ingombro maggiore. Se per i residenti della zona 1, concordando con il collega Enrico Fedrighini, anche Croci propone un abbonamento da affiancare al pacchetto di 40 ingressi, "ad esempio a 100 euro per 1 anno", per gli euro 3 diesel per l'inventore di Ecopass, "il divieto di circolazione e' assolutamente inopportuno". In attesa del graduale inasprimento che la Regione dovrebbe stabilire per questa categoria di mezzi, secondo Croci il blocco andrebbe sostituito con meccanismo tariffario: "non ha senso che circolino ovunque tranne in una piccola zona della citta', non ha alcun effetto".
CROCI: "COMUNE HA PECCATO DI SUPERBIA" - "Ha peccato di superbia l'amministrazione comunale, traducendo in modo autonomo un provvedimento come area C, dimostrandosi incapace di rapportarsi con le realta' cittadine". Cosi' il presidente del comitato referendario Edoardo Croci Milanosimuove ha commentato quanto accaduto alla riunione con i cittadini di zona 1 lunedì' sera, spiegando che "agendo in modo isolato ha poi fatto emergere all'incontro aspetti che si potevano risolvere e appianare prima". "Strumentalizzazioni a parte", si deve comunque andare avanti, secondo il comitato che è tornato a parlare di area C in via Marino, ma attuando "meccanismi di partecipazione veri e non questi tour di incontri fatti all'ultimo, quasi apposta per prendere fischi". Per Marco Cappato "bisogna andare oltre e guardare in alto, alle linee guida del grande cambiamento da attuare in citta'. Certo ci sono persone arrabbiate, e non tutte strumentalizzate, ma non e' questo il problema".
MILANOSIMUOVE: "DELIBERA PER DESTINARE RICAVI PER POTENZIAMENTO MEZZI" - Monitoraggio e reporting continuativo e una delibera complessiva che unisca area C con i vincoli sulla destinazione dei suoi ricavi per il primo referendum; per tutti e 5 invece, l'istituzione di una consulta cittadina e l'adozione degli atti relativi alla loro attuazione: e' quanto ha chiesto il comitato promotore Milanosimuove stamani riunitosi in via Marino "a pochi giorni da un passaggio chiave per la citta': l'introduzione di area C". "Per apprezzare i benefici ed evitare distorsioni", secondo i membri e i sostenitori del Comitato, e' necessaria una partecipazione più' consapevole dei cittadini e la consulta coinvolgerebbe anche associazioni ed enti che rappresentano gli interessi "anche di coloro che oggi si stanno sentendo inascoltati". La necessita' di mettere a punto meccanismi di reporting e monitoraggio e' immediata, inoltre, secondo il presidente Edoardo Croci, anche perche' "nella non remota eventualita' che il provvedimento non sia sufficiente, si dovra' prevedere un ulteriore intervento in tempi molto brevi". Il comitato referendario ha sottolineato come area C sia solo una parte di quanto chiesto nel primo referendum: Marco Cappato infatti ha chiesto un provvedimento unico, "una delibera che definisca area C chiarendo in modo inequivocabile la destinazione dei suoi ricavi per il potenziamento del trasporto pubblico". Sempre Cappato ha ricordato che "i referendum sono 5 e per tutti e 5 e' necessario che entro il primo ottobre ci sia una delibera per l'attuazione". Anche Enrico Fedrighini ha spiegato che "e' un errore considerare area C come l'ombelico della trasformazione della mobilita' milanese, e' una terapia d'urto a cui devono seguire molte altre scelte, prime fra tutti un piano per il trasporto pubblico, oggi efficiente solo in centro". Al termine del'incontro, interpellato in merito, Edoardo Croci ha ricordato il legame di area C con Ecopass, facendo notare come "tanti dati e informazioni raccolti dal comitato anche su quella esperienza non sono stati poi utilizzati per decidere area C". Quanto alle previsioni di impatto del provvedimento, Croci ha indicato una riduzione del 35% di traffico aggiuntiva all'attuale, "che potrebbe raggiuungere il 50%", un risparmio di tempo quantificato in qualche decina di milioni di euro e una riduzione di emissioni "di peso limitato se area C resta isolato, ma che diventerebbe robusta se la zona di applicazione si estendesse maggiormente".


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