Anoressia, la replica della Scala
L’Accademia del Teatro allaScala di Milano respinge in modo fermo le accuse mosse recentemente, relative apresunti casi di anoressia presso la Scuola di ballo. I medici che seguono gli allievisono specialisti in ortopedia, dietologia, fisioterapia, endocrinologia eginecologia: l’anoressiaè una patologia psicologica grave, non un semplice calo ponderale. Legeneralizzazioni e le semplificazioni, soprattutto lontane dai fatti, sono leprime nemiche della verità. La tesi che si vuole perseguire èche all’interno della Scuola di ballo vi sia una sorta di vessazionepsicologica volta a controllare in modo “ossessivo”l’assunzione di cibo. E’ completamente falsa. La Scuola di ballo è dotata di unamensa self service dove ogni studente accede a proprio piacimento (con lapresenza anche a pranzo delle assistenti) ad un menu in cui tutti i cibi sono pensati secondoil giusto equilibrio di una dieta per un atleta, perché tale è un ballerino. Riguardo al servizio televisivoandato in onda ieri sera nella trasmissione Le Iene, risulta piuttosto incomprensibilela denuncia della madre dell’allieva, poiché i genitori, riuniti inun’associazione particolarmente attenta e attiva (vedi lettera allegata), sanno molto bene cheappena si manifesti un problema, possono e devono rivolgersi subito alla Scuolache, per la loro sicurezza, ha in organico diversi interlocutori: leassistenti, figure fondamentali che seguono costantemente gli allievi facendoda tramite con la famiglia, la direzione, la cui porta è sempre aperta aigenitori e ai ragazzi e il medico, presente costantemente durante la settimana. Per quanto riguarda l’exallieva, si tratta di uno degli unici due casi che si sono verificati dal 1999ad oggi nella Scuola, come ha già testimoniato al Corriere della Sera il dott.Omar de Bartolomeo. Dall’inizio alla fine del percorso formativo, che ha una durata di otto anni, lo status psico-fisico di ogni allievo viene tenutocostantemente sotto controllo attraverso periodiche visite specialistiche i cuiesiti sono, ovviamente, conservati e archiviati. Si tratta di Certificati,analisi mediche. Dati, non parole. L’Accademia, nel casospecifico di Laura, è particolarmente amareggiata nel sentirle descrivere informa univoca un passato così drammatico, poiché all’epoca della suapermanenza in Scuola, la ragazza soffrivaa causa di una condizione familiare molto delicata, assolutamente indipendentedal suo rapporto con la scuola e non fu mai lasciata sola. Anzi, nel 2006 fuproprio la Scuola, per prima, a segnalare alla famiglia la situazione didisagio della ragazza,reso ancor più evidente nel contesto sociale degli allievi e, in perfettoaccordo con la famiglia, venne deciso di affidarla alle cure di specialisti inambito ospedaliero. Fa specie che Laura dimostri diessersi dimenticata di quanto la Scuola per lunghi mesi le sia statacostantemente vicina.
La Direzione dell’Accademia Teatro alla Scala


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