Milano/ Il giudice dà il via libera ai vigili capelloni. Annullata la sanzione a un ghisa
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Vigili capelloni? Sì, grazie. Ghisa con la zazzera non tagliata? Sì, grazie. Il Giudice Beccarini del Tribunale del lavoro di Milano ha accolto il ricorso presentato nei mesi scorsi dal sindacato S.d.L. Che, nella fattispecie, chiedeva di annullare un provvedimento disciplinare inflitto dal Comandante del Corpo, Emiliano Bezzon, nei confronti di un Vigile che non aveva accettato di tagliare i capelli.
"La Sentenza è importante, perché ristabilisce il principio di parità di trattamento tra sessi diversi; il Comune di Milano è stato condannato ad annullare il provvedimento disciplinare e a pagare le spese legali - fa sapere il sindacato - L’obbligo di tagliare i capelli per i soli Agenti di sesso maschile, era stato adottato nel 1998 dall’ex Comandante dei Vigili ed ex Generale dei Carabinieri Chirivì Antonio. Per le Vigilesse invece era stata iniquamente concessa la possibilità di raccogliere i capelli al posto di tagliarli".
Una discriminazione inaccettabile. Tanto che il vigile Stefano T., 15 anni di anzianità, appartenente al Comando di Polizia Locale della zona 5, si ribella. Lui, i capelli, li aveva tenuti sempre lunghi. Ma ordinatamente raccolti. "Nel 2006 invece dopo l’arrivo del nuovo Commissario Capo in zona 5 (Viale Tibaldi) era stato più volte rimproverato dopodiché segnalato disciplinarmente al Comandante, che infliggeva la sanzione del “rimprovero”, senza peraltro concedergli la possibilità di difendersi - fa sapere il sindacato - Il Vigile umiliato dalla sanzione ha chiesto il sostegno del Sindacato SdL, che dopo avere valutato attentamente i fatti ha messo a disposizione del lavoratore, gratuitamente, l’ufficio legale, presentando la denuncia, attraverso uno degli Avvocati del proprio staff, Carmen Di Salvo, con studio in Corso di Porta Vittoria, 42".
La sentenza è storica: "se il Vigile tiene i capelli raccolti e in ordine non sarà più costretto a tagliarli. Potranno così gioire i numerosi Vigili con i capelli lunghi presenti nel Corpo del capoluogo lombardo, visto che finora erano sempre stati in bilico dipendendo dall’umore e dai principi dell’ufficiale di turno, qualcun altro negli anni scorsi era anche stato sanzionato e costretto a tagliare i capelli". E giustizia, come si suol dire, è fatta...



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