C'eravamo (e ci siamo ancora) tanto amianto

Sabato, 22 gennaio 2011 - 09:00:00

Di Giulia Cusumano e Antiniska Pozzi

Crescenzago, 40 mesi dopo. La casette popolari ricoperte di amianto sono ancora lì, e sembrano invecchiate di altri 20 anni. Nessuna traccia dei lavori di bonifica promessi infinite volte. Nessun intervento di manutenzione straordinaria: bastano due gocce di pioggia per far piovere acqua nerastra in casa e in cantina. E poi le crepe sui muri sempre più profonde, la muffa, le tubature gravemente danneggiate, gli spifferi d’aria dalle finestre. Altro che messa in sicurezza.

L’ultima promessa ufficiale del Comune risale a quasi due anni fa.  Sbloccato il milione e settecentomila euro stanziati addirittura nel piano triennale delle opere pubbliche 2005-2007, il bando sarebbe partito di lì a poco, e i lavori nel 2010. Lo scorso aprile il sopralluogo dei tecnici del Comune aveva illuso i residenti su un imminente lieto fine. Ma poi il colpo di scena, anzi, di grazia. L’impresa vincitrice del bando non si è presentata alla firma finale dell’accordo con il Comune, bloccando per l’ennesima volta l’iter dei lavori. Lo ha confermato il Dottor Giacomini, settore Lavori Pubblici, lo scorso ottobre rispondendo ad una lettera della consigliera comunale del Pd Carmela Rozza.

L’appalto che fino a poco tempo fa sarebbe passato d’ufficio al secondo classificato al bando, ora è stata rimesso in discussione. Le nuove norme nazionali infatti prevedono una valutazione molto più approfondita delle cosiddette “offerte anomale”, quelle che, pur soddisfacendo l’esigenza di aggiudicare l’appalto al prezzo più basso possibile, proprio a causa dell’eccessivo ribasso non sono in grado di assicurare da parte del soggetto aggiudicatario il corretto ed integrale soddisfacimento delle prestazioni contrattuali nei tempi prefissati. “Il problema è che ci sono 30 mila alloggi di proprietà comunale e pochissime persone che operano per il settore demanio e lavori pubblici – denuncia la Consigliera comunale del PD, Carmela Rozza- La riorganizzazione della macchina comunale voluta dal Sindaco ha moltiplicato i dirigenti e ha ridotto all’osso i funzionari. Il risultato è che in cinque anninon s è fatto nessun intervento per rimuovere l’amianto dalle case popolari”. Il timore, tra i residenti è che il passare del tempo e delle piogge stia pregiudicando definitivamente la possibilità di recupero delle casette. “Non solo credo che alla luce del continuo deterioramento delle nostre case i soldi stanziati sei anni fa ora non siano più sufficienti per coprire interamente i lavori –spiega una residente– ma ho il sospetto che il Comune finisca per dichiarare le case inagibili e ne decida la demolizione”.
Dagli uffici ai lavori pubblici arriva l’ennesima rassicurazione: “La ditta che aveva vinto la gara non si è presentata a firmare il contratto perchè nel frattempo era fallita. Quindi sono passati alla seconda classificata. Trattandosi di un appalto integrato la procedura sarà più veloce e si può ipotizzare che i lavori partano ad aprile”. Stesso pronostico di un anno fa.

Da ChiAmaMilano

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