Ambrogini d'oro, il sindaco propone la Kustermann
Alessandra Kustermann, responsabile del centro soccorso violenze sessuali della Mangiagalli, sarà uno dei candidati all'Ambrogino d'Oro. Lo ha annunciato il sindaco, Letizia Moratti, a margine della presentazione a Palazzo Reale della la mostra "Arte della civiltà islamica - la collezione al-Sabah". "E' una donna impegnata per le altre donne, ha fatto e sta facendo un lavoro straordinario - ha spiegato il sindaco - lei non lo sa ancora, e' un'anticipazione, ma ad Alessandra Kustermann tengo tantissimo, spero che passi". Il sindaco ha anche commentato un altro dei nomi in lizza per le benemerenze civiche: l'arcivescovo Giacomo Biffi. "Ci sono delle sensibilita' che forse potrebbero trovare dei riconoscimenti in modalita' non necessariamente come quelle delle civiche benemerenze - ha detto Moratti - questo non significa minimamente negare la grandezza del cardinale Biffi". Il sindaco ha quindi spiegato che continuera' a lavorare oggi sulle candidature. "Mi auguro che si possa arrivare come tutti gli anni a una condivisione, spero che ci siano le più diverse candidature rappresentative di tutte le aree professionali che la nostra citta' esprime", ha sottolineato. 
"Nulla è cambiato: ogni consigliere può presentare candidature di persone che hanno reso grande la città e, poiché molti nomi sono già stati diffusi, voglio rendere anch'io note le mie proposte. Con molto scetticismo, visto che ciò che è successo lo scorso anno, non rinuncerò a proporre figure di donne , poiché anche in quest'ambito la rappresentanza è scarsa: Liliana Segre, Tiziana Catalano alla memoria, le mamme e le maestre di via Rubattino". Questi nomi che Patrizia Quartieri, consigliere comunale del Prc, candida alle benemerenze civiche del 7 dicembre. Nomi tutti al femminile, quindi, con l'ex deportata nei campi di steminio, Liliana Segre; la Vice Presidente della Casa delle donne Maltrattate, "grande costruttrice della Rete Lombarda e della rete nazionale dei Centri Antiviolenza", Tiziana Catalano, e le mamme e le maestre del Rubattino in prima fila contro gli sgomberi dei rom e perché, spiega Quartieri, "hanno messo al centro i bambini e i loro diritti: primo fra tutti quello all'istruzione. Con tenacia, con amore, con grande senso civico, hanno scommesso per un'integrazione possibile e per una Milano migliore".



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