Affittopoli, si allarga lo scandalo. Un single si inventa una famiglia

Si allarga l'affittopoli bergamasca. Tre dipendenti del Comune, di cui due si sono già dimessi, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura, l’accusa è truffa aggravata ai danni dello Stato e abuso d’ufficio. Bastava qualche gioiello, una borse o scarpe griffate per scalare la montagna di richieste depositate all'Ufficio alloggi. Alloggi che sarebbero finiti a parenti, amici, fidanzati. Che, grazie alle assegnazioni in deroga, riusciva a entrare nelle graduatorie scavalcando spesso chi una casa non poteva permettersela nemmeno a equo canone.
Presto potrebbero arrivare altri indagati. Secondo l'accusa Sonia Rigoletto, la dipendente dell'Ufficio alloggi di Palafrizzoni ritenuta il fulcro dell'inchiesta, era una semplice impiegata e non aveva potere di firma. Quindi le pratiche per l'assegnazione della case comunali finivano sulle scrivanie di qualche suo superiore.
"Siamo stati noi, nell'aprile 2011, nell'abito di alcuni controlli ad aver scoperto possibili irregolarità nell'assegnazione degli alloggi pubblici e a segnalare il caso alla magistratura", ha spiegato il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio.
SIntanto suntano altri furbetti. Un single per avere una casa più grande si era inventito una famiglia, rivela l'Eco di Bergamo. Sfruttando il meccanismo delle assegnazioni in deroga, che in alcuni casi - per l'accusa - veniva utilizzato per piazzare parenti, amici e amici degli amici, lo scapolo, già inquilino in una casa a canone agevolato, era riuscito a ottenere il trasferimento in un'abitazione più spaziosa. Le carte dell'inchiesta raccontano di decine di alloggi affittati a chi non ne aveva i requisiti e che si sarebbe servito dell'appoggio di qualche dipendente di Palafrizzoni.


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