A Bollate detenuti al lavoro smaltiscono i rifiuti
Sorgerà all'interno del carcere di Bollate il primo impianto milanese per il trattamento dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Grazie a un protocollo d'intesa sottoscritto da Regione Lombardia, Provveditorato Regionale per l'amministrazione penitenziaria e Amsa, che prevede un investimento di 2 milioni di euro da parte della Regione e di 800mila euro da parte del Comune di Milano, partiranno infatti a breve i lavori per la costruzione nella casa di reclusione di un capannone industriale che ospitera' un impianto, gestito da Amsa, per lo smaltimento dei rifiuti tecnologici. A lavorarvi con regolare retribuzione, quando tra circa 2 anni la struttura sara' operativa a pieno regime circa 100-120 detenuti. Duplice la finalita', ha spiegato stamani illustrando il progetto presso il carcere il provveditore regionale Luigi Pagano, promuovere l'inclusione socio-lavorativa dei detenuti attravero la formazione-lavoro e rispondere alle esigenze ambientali di smaltimento dei rifiuti elettronici. 
"Milano investe molto nelle politiche sociali. Abbiamo sempre detto che il binomio inscindibile di Milano è sicurezza e legalita' e politiche sociali, che significa prevenzione, ma anche sostegno al recupero, accoglienza e integrazione", ha commentato il sindaco, Letizia Moratti. "In questo caso, si tratta di un progetto di sostegno al recupero dei carcerati, un progetto che attraverso la formazione e il lavoro nell'impianto consentira' ai detenuti di avere una professionalita' spendibile un domani sul mercato del lavoro". Circa 5mila le tonnellate annue di rifiuti elettrici ed elettronici che potranno essere trattate nel nuovo impianto, il primo a Milano di questo genere, ha spiegato il presidente di Amsa, Sergio Galimberti, garantendo in alcuni casi anche un recupero del materiali del 100%. "E' un progetto che si sviluppa soprattutto a partire dalla manualita' dei detenuti per poter dar loro una formazione -ha sottolineato il presidente di Amsa- quindi, rispetto agli impianti classici, molto piu' industrializzati, questo sara' un impianto che cerchera' di valorizzare molto la manodopera". Un impianto importante non solo per il recupero dei detenuti, ha evidenziato poi l'assessore regionale all'Ambiente, Massimo Raimondi, ma anche per il trattamento di rifiuti rispetto ai quali l'Unione Europea impone un recupero di 4 chili all'anno a persona.



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