A2A/ Il giudice ridà il diritto di voto ai comuni di Milano e Brescia
Le delibere approvate oggi dall'assemblea di A2A potrebbero essere a rischio di annullamento se venissero impugnate. Lo ha affermato Renzo Capra, ex presidente di A2A, nell'intervento in assemblea al termine della votazione che ne ha sancito la revoca; lo stesso Capra ha aggiunto che personalmente chiederà i danni. "Sono obbligato a chiedere i danni perché non c'è una giusta causa per la revoca. Non e' tanto la forma, è il principio da ribadire. Io sono anche consigliere di altre società, non è una cosa tranquilla essere licenziato senza giusta causa". Nel suo intervento Capra ha ribadito le ragioni che lo avevano portato venerdì scorso ad escludere l'esercizio del diritto di voto per i Comuni di Milano e Brescia: "Desidero ribadire che trovo incomprensibile che non abbiano spontaneamente depositato le modifiche al patto del luglio
2008. Hanno preferito affidarsi ad un provvedimento cautelare, ma se avessero fatto il deposito il ricorso al giudice sarebbe stato inutile".
Quanto ai possibili sviluppi futuri, avverte Capra, "il provvedimento cautelare è solo provvisorio. Se le delibere di oggi venissero impugnate il giudice potrebbe essere di diversa opinione ed annullarle. Qualunque sia il futuro dei ricorsi io però sono fuori". Per impugnare la delibera di revoca è necessario lo 0,1% del capitale. Sui rapporti con il presidente del consiglio di gestione Giuliano Zuccoli, Capra precisa: "Non c'erano contrasti, ne' a voce alta ne' a voce bassa, c'erano visioni diverse che avrebbero potuto essere piu' appariscenti e che avremmo dovuto far conoscere di piu'". Capra chiude con i ringraziamenti ai propri collaboratori e gli auguri ai nuovi consiglieri: "A quelli che ci saranno, vecchi e nuovi, faccio tanti auguri di buon lavoro, per il bene dell'Italia dell'azienda e mia personale, perche' ho parecchie azioni della societa'".



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