Milano/ Sabina Negri Calderoli ad Affaritaliani.it: "Ecco perché conduco il Controfestival del Quaranta 40"
Performance di classe in un posto esclusivo. Nel locale Quaranta 40 ieri sera è andato in scena il Controfestival di Sanremo. Tantissima gente si è radunata nei locali decò della location per affermare la propria solidarietà agli omosessuali, che Povia ha definito malati. Ma anche e soprattutto per dare un segnale concreto di attenzione ai diritti di tutti.
(Articolo in corso d'aggiornamento - La cronaca della serata)
Di Nicole Cavazzuti
Come si sente all’idea di condurre la serata?
“Sono molto contenta e gratificata dal fatto che mi abbiano pensata”
Perché era necessario fare un Contro Festival?
“Innanzitutto non lo definirei un Contro Festival, è un nome che non mi piace. Lo chiamerei piuttosto l’Altro Festival. Io non manifesto contro Povia, di cui onestamente non mi interessa nulla. Così come non ci interessa nemmeno confrontarci con il Festival di Sanremo. Questo è un evento nuovo, fuori dai giochi di potere, fuori dalle notizie scandalistiche di chi deve agitare la scena. E’ un evento milanese, che pur nascendo per solidarietà nei confronti dell’Arcigay di Milano, risentita per il testo della canzone di Povia, si pone un altro scopo, che va oltre la protesta nei confronti della canzone di Povia. Anche perché tutto questo battage mediatico sta facendo molta pubblicità al cantautore, in realtà”.
Qual è l’obiettivo del Contro Festival, quindi?
“Sensibilizzare i giovani sul fatto che la comunicazione non è solo televisione o web. Vogliamo farli uscire dal loro guscio fatto quasi solo di sms e di internet proponendo loro live nuovi virtuosi della musica, giovani artisti che presenteranno canzoni inedite o cover”.
Il Contro Festival potrà essere un modello per sostenere altri tipi di battaglie?
“Certamente. I giovani sono assopiti, addormentati. Non hanno voglia di cambiare il sistema. Il Festival in primo luogo può aiutare a cambiare la comunicazione tra i giovani”.
Come si articolerà la serata? Chi saranno gli ospiti?
“Dopo la presentazione, si esibiranno 8 giovani (4 presentando delle cover e 4 cantando pezzi scritti da loro), poi ci sarà l’intervento dell’Onorevole Grillini e successivamente saliranno sul palco i Big: Aida Cooper, Dario Gay, Valentina Gautier e Viola Valentino. Non solo: per avvicinare i giovani al teatro ospiteremo Gigio Alberti , Mario Sala, Giorgio Minneci , Alessandro Tedeschi , Davide Giacometti in scena la Teatro Off con “Aspettando Godot”, che ci regaleranno un pezzo della pièce”.
Che tipo di intervento farà l’Onorevole Grillini?
“Nulla di politico. Gli chiederò piuttosto di indicare ai giovani artisti le strade da percorrere e di sottolineare l’importanza della formazione”.
Quanto durerà la serata?
“Un’ora e quaranta o poco di più. Cerco sempre di tenere tempi strettissimi, per non annoiar eil pubblico e lasciare il campo agli artisti”.
Per concludere, Milano è una città omofoba secondo lei?
“No”.
Forse è un po’ razzista?
“Penso di no, anche se ha qualche pregiudizio. Comunque per aspirare ad essere una città europea, Milano deve volere una maggiore integrazione tra le razze”.



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