Giuseppe Civati (Pd) ad Affaritaliani.it: "Noi coraggiosi all'assemblea. Bassolino? Allucinante. Occorre un'operazione-sincerità". L'intervista a tutto campo

Giovedì, 26 febbraio 2009 - 09:45:00

Di Fabio Massa

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Giuseppe Civati è ormai l'espressione del giovane Pd che non ci sta. Consigliere regionale lombardo, classe 1975, è diventato famoso, anni fa, per averle suonate di santa ragione (elettoralmente parlando) a Berlusconi proprio in Brianza, il suo regno. Attualmente è consigliere regionale del Partito Democratico. E' - tra le altre cose - anche un collaboratore di Affaritaliani.it. Un columnist fine, acuto, dalla penna graffiante.  Sulla scena nazionale Civati è riemerso recentemente, con un'intervista al Tg1. Affaritaliani.it lo ha chiamato per un colloquio a tutto campo, senza esclusione di colpi, senza reticenze, senza filtro.

Caro Pippo, al Tg1 le ha cantate belle forte alla nomenklatura...
"Ah sì. Per caso, peraltro".

Per caso?
"Sì, la famosa intervista al Tg1 nasce per caso. Io avevo appena finito di votare, stavo correndo per salutare una mia amica che andava a Venezia e mi sono ritrovato le telecamere addosso. Per cui, quella che è stata presa come una dichiarazione della minoranza, ha un'origine assolutamente casuale. Un po' alla Forrest Gump, diciamo".

Forrest Civati. Pippo Gump.
"E' un po' anche la sindrome che in qualche modo mi sta accompagnando in queste ore. In realtà tutta questa attenzione è assolutamente non richiesta. Ci terrei a chiarirlo".

Però questa attenzione ha una motivazione forte. All'assemblea eravate arrivati da Milano, dal Nord contro la nomenklatura romana.
"Noi siamo stati gli unici ad avere un po' di coraggio".

Gli unici.
"Ma sì, chi non ha coraggio si rivede poi anche nella segreteria nazionale. Non mi faccia dire di più".

Dica di più.
"Guardi chi è stato promosso".

E allora il nome lo faccio io: Maurizio Martina.
"Non voglio fare nomi. Però lui mi sembrava a favore delle primarie. All'inizio. Poi ha aderito alla mozione della maggioranza. Ma ripeto: non ho niente contro Maurizio. Anzi. Se devo dirla tutta mi fa piacere che sia entrato nella segreteria".

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