Derivati Milano/ Giancarlo Pagliarini (La Destra) ad Affari: "Rischiamo grosso. La Moratti nomini un assessore al Bilancio"
di Fabio Massa 
Ormai la paura fa novanta. Anzi, centocinquanta. Come i milioni di euro che Milano rischia di perdere se la Depfa Bank dovesse fallire per la crisi mondiale. Affari ha raggiunto Giancarlo Pagliarini, che si è mostrato molto preoccupato: "Rischiamo grosso, la città rischia di perdere tutti i quattrini depositati presso la Depfa". Poi propone una cura "politica": "La Moratti nomini un assessore al Bilancio"
Giancarlo Pagliarini, lei è vicepresidente della commissione Bilancio. Siete preoccupati da quest'ultima svolta sui derivati?
Siamo preoccupati eccome. Rischiamo di pagare una cifra enorme. Nel contratto per i derivati avevamo dato proprio alla Depfa questi quattrini in garanzia. Se dovessero fallire, diremmo addio ai nostri soldi. Tra l'altro, ci resterebbe sul groppone anche il debito..."
Domanda secca: la Moratti sarà costretta a ridurre i servizi per fare economia?
Io non credo che la Moratti ridurrà i servizi. Casomai troverà i soldi in qualche altro modo, magari vendendo qualcosa o facendo una cosa che avrebbe dovuto fare fin dall'inizio...
Ovvero?
Dando finalmente le deleghe di assessore al bilancio, che ha mantenuto fin dall'inizio.
Papabili?
Potrebbe essere Giacomo Beretta (Forza Italia), che è bravissimo e che è il presidente della commissione bilancio. Milano non ha una competenza specifica a livello di deleghe: questa mancanza si sente. Mi faccia dire una cosa, però...
Dica.
Sono stato tra i primi a tirar fuori il problema dei derivati. Avevo depositato una mozione, che adesso ho ritirato, perché poi le cose sono andate avanti, che metteva già in luce i problemi fin da settembre dello scorso anno.
Parliamo di tentazioni. Il fiume di soldi che arriveranno per l'Expo saranno usati per ripianare il buco finanziario?
Spero proprio di no. Altrimenti si aprirebbe una falla poi difficile da arginare. Passerebbe di tutto, indiscriminatamente. E sarebbe una cosa illegale. Quei soldi devono essere presi solo e unicamente per l'Expo, senza tentazioni di ripianamento di buchi finanziari.



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