Milano/ La mamma di Angelino, il bimbo down proposto per l'Ambrogino d'Oro, ad Affaritaliani: "Vogliamo un lavoro. Ma il Comune non fa niente per noi"

Lunedì, 24 novembre 2008 - 13:00:00

di Fabio Massa

Mancano poche ore all'assegnazione degli Ambrogini d'Oro. Stanotte i consiglieri si riuniranno per decidere la rosa di nomi tra oltre 100 candidature. Litigi sul nome di Haider, Ibrahimovic ed Enzo Biagi

IL CASO

Libero, il Giornale, un servizio al Tg5, la stampa estera. Il mondo si sta occupando del caso della famiglia del piccolo Angelino, dopo la campagna iniziata da Affaritaliani.it (LEGGI L'ARTICOLO) e dall'Associazione Famiglie Numerose per fare in modo che gli sia attribuito l'Ambrogino d'Oro alla memoria.

IL COMMENTO/ Non abbandonate la sua famiglia di Cinzia Lacalamita

LE ADESIONI DEI POLITICI

MATTEO SALVINI (LEGA NORD) - "La vicenda raccontata da Affaritaliani mi ha toccato profondamente". A dichiararlo è Matteo Salvini, onorevole del Carroccio e capogruppo della Lega a Palazzo Marino. "Mi preoccuperò personalmente di segnalare il caso al sindaco Letizia Moratti, che ha la facoltà di assegnare l'Ambrogino d'Oro anche al di là dell'appuntamento di dicembre, per il quale le candidature sono già state presentate. Peraltro, vorrei anche sapere le condizioni attuali di questa famiglia, per questo mi informerò più approfonditamente. Oltre al premio, infatti, bisognerebbe che a situazioni di disagio gravi come questa venga dato sollievo".

GIULIO GALLERA (FI): "E' sicuramente un caso umanamente toccante. Sostengo l'iniziativa di Affari anche per dare un segnale di attenzione a tutte quelle famiglie che vivono situazioni di drammatico disagio. L'Ambrogino è sicuramente un gesto ma bisogna andare oltre. Bisogna farsi carico di questa situazione dando dei segnali concreti. Per questo invito la famiglia a mettersi in contatto con me per vedere se è possibile aiutarli in qualche modo"

DAVIDE CORRITORE (PD): "Oltre alla questione simbolica dell'Ambrogino, credo che i consiglieri si debbano fare carico, con uno sforzo comune, del sostentamento della famiglia, attraverso il versamento di 10 euro ciascuno, mensili, fino alla fine del mandato"

PIERFRANCESCO MAJORINO (PD): "Aderisco all'appello di Affari. Mi farò portavoce con la Moratti della proposta di assegnare l'Ambrogino d'Oro ad Angelino. Salvo ovviamente i problemi inerenti il regolamento del premio"

CARMELA ROZZA (PD): "Mi preoccuperò personalmente dei problemi di questa famiglia. L'Ambrogino d'Oro? Sono d'accordo. Ma sottolineo che il mio problema, da politico, sarà di occuparmi concretamente del caso"

"Lo so che voi mi capite". E' qualcosa di più di un intercalare, quello di Patrizia Borgia. E' una sorta di mantra, di ringraziamento ripetuto. Come per darsi forza e andare avanti a raccontare. Patrizia, 43 anni, voce squillante, è la madre del piccolo Angelino, il bimbo down morto due anni fa, che con la sua pensione d'invalidità di 444 euro "manteneva" tutta la famiglia, cinque persone. Il suo caso, straziante, è stato riaperto proprio da Affaritaliani.it, che lo ha proposto per l'Ambrogino d'Oro alla memoria. "Chi meglio di voi mi può capire? - ripete spesso Patrizia - Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto".

Le parole di Patrizia risuonano nella piccola casa, 40 metri quadri, in via Pomposa. Rimbalzano sulle mura spoglie e sporche del primo piano, si infrangono su un orsacchiotto spelacchiato con la tutina a strisce, il preferito di Angelino. Come il piccolo down, anche l'orsacchiotto ormai tace. Le pile per alimentarlo costano troppo, e in questa famiglia bisogna pensare a sopravvivere. Sopravvivere nella città della moda, del fashion, dei radical chic che affollano i pub facendo happy hour. "In questa città si beve e si mangia - racconta, disperata, ad Affari - Noi invece facciamo la fame". Patrizia parla, racconta, ripercorre tutto il dolore della perdita di Angelino. Lo fa con uno scopo ben preciso, cuore di mamma: "Devo tirare su altri tre figli, per questo ho contattato Affaritaliani.it". Intanto, nella culla che fu di Angelino, c'è un altro esserino. Ha le mani e i piedini piccoli, gli occhi blu, i capelli biondi. Si chiama Angelina. Patrizia la guarda: "Ha quattro mesi. Anzi, il 19 novembre ne compie cinque. Sorride sempre - spiega la mamma - Io e mio marito Salvatore, invece, non dormiamo la notte. Ogni giorno è un'impresa sfamare lei e gli altri due fratellini, 7 e 4 anni".

La situazione è disperata. "In questi tre anni non è cambiato proprio nulla. Anzi - racconta Patrizia - Da quando è morto Angelino la vita è diventata ancora più dura. La sua indennità di invalidità veniva usata per tutta la famiglia. Dopo la sua morte abbiamo fatto richiesta per un sussidio da parte del Comune. Ci è stato rifiutato. E' incredibile: abbiamo anche una richiesta da parte del tribunale affinché ce lo diano. E' una carta che parla chiaro: noi ci dobbiamo appoggiare ai servizi del Comune. Voi mi capite: non è così. E' da un anno che non andiamo dai servizi sociali, tanto è inutile". Però la proposta di un Ambrogino d'Oro alla memoria, che Affari ha avanzato con forza alla politica milanese, qualcosa sembra aver smosso. "Mi hanno chiamato in tanti. Per ora di concreto non c'è nulla, ma è rinata in noi la speranza".

Certo, uscire allo scoperto non è stato facile. "Mettere in piazza la propria miseria non è uno scherzo - confessa Patrizia, con il pudore di una mater dolorosa - Tra l'altro, si è riaperta una ferita profonda, quella della perdita di Angelino. Mio marito Salvatore ha vissuto una crisi profonda. E dire che è un uomo forte, che non si mette a giocare al bar, come fanno tanti uomini. E' tanto chiedere un lavoro? Lui è iscritto al centro per l'impiego, ma ha avuto solo un incarico di 5 mesi, concluso il 30 giugno. Poi più nulla. Ci arrangiamo con piccoli lavoretti, ma le sembra giusto che le istituzioni si disinteressino così? Lo so che voi mi capite - continua Patrizia - Noi non siamo gente che si approfitta delle sventure. Noi non vogliamo soldi perché non è dignitoso. Noi vogliamo che si dia la possibilità a una famiglia di vivere non come facciamo adesso".



La sopravvivenza, in una metropoli come Milano, sembra essere un'impresa, per questa famiglia. "Vuole sapere di che cosa viviamo? Viviamo di solidarietà. La parrocchia ci aiuta. Le amiche mi portano il pane, qualcosa da mangiare. Visto come va avanti la nostra vita, mi viene da pensare che fa più la carità che la giustizia". Cosa sogna per i suoi figli? "La normalità. Per loro sogno il lavoro che mio marito non ha, la possibilità di essere normali. Per il mio essere madre, è l'unica cosa che conta. Voglio che vivano: ho ancora negli occhi la salma di Angelino, l'autopsia, il riconoscimento del mio piccolo amore". Poi, mentre gli occhi si posano su un muro spoglio, riemerge l'orgoglio della donna che non si arrende. "Qui non abbiamo nulla, è vero. Viviamo nella miseria, è vero. Ma non siamo miseri di sentimenti. I nostri figli sono felici perché li amiamo. Per questo ho deciso di farmi portavoce della mia famiglia: perché non è giusto che sopravvivano come disperati".

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Superbike/ Gp Usa, Checa vicen gara 1 davanti a Melandri; Biaggi 3
Intesa Sanpaolo/ Pietro Garibaldi nuovo vicepresidente Cds =
Tlc/ F2i con Fondo strategico italiano per sviluppo rete fibra ottica
Calcioscommesse/ Severino, grave da stroncare con decisione
Siria/ Pentagono se diplomazia fallisce pronto intervento militare
Calcioscommesse/ Conte, mia assoluta estraneita' a fatti
Calcioscommesse/ Agnelli, Conte resta nostro allenatore
Fisco/ 730, piu' tempo per esibire documentazione
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso