Leader Pd Milano/ Gabriele Messina ad Affaritaliani.it: "Stemperiamo i toni. Ma le dichiarazioni di Draghi non mi sono piaciute"
di Fabio Massa
Messina, cosa sta succedendo nel Pd? Ricominciate a litigare?
Bisogna stemperare i toni perché stiamo eleggendo il coordinatore cittadino del Pd milanese e non il presidente del consiglio. Il mio primo invito, a tutti, è di fare in modo che queste due settimane siano un'occasione di confronto tra i candidati, che servano ad arricchire il Partito democratico e non a disintegrarlo in modo pesante. A questo ci tengo molto.
Messina chi sosterrà?
Io non faccio parte della platea che voterà, quindi poco importa il mio orientamento in termini numerici. Penso sia utile che vinca il candidato che saprà interpretare meglio i temi dell'innovazione e del cambiamento, e che sappia parlare non solo strumentalmente a quella platea che vota, ma anche all'esterno. Agli elettori, insomma, che dobbiamo conquistare sulla piazza di Milano.
Domanda secca. Meglio Draghi o Corritore?
Sto decidendo chi sostenere. Vedrò chi mi conquista di più. Devo dire che l'uscita di Draghi, ieri su Affari, mi ha deluso molto.
Perché?
Perché si è limitato a mettere in piazza una discussione interna che rischia di diventare abbastanza stucchevole. A me invece interesserebbe sapere che cosa intende fare per il partito a Milano. Mi interesserebbe sapere come pensa di intercettare nuove forze che non arrivino direttamente dai due partiti preesistenti il Pd.
Draghi, se dovesse vincere, ha già preannunciato che si farà sentire a livello provinciale. Si rischia di avere un partito spaccato in un'ottica elettorale.
Io penso che la competizione sia utile. Spero però che la si porti sui contenuti e non solo sulle questioni interne. La cosa che non comprendo di Draghi è questa. Se voleva dar battaglia al provinciale, perché non si è candidato a luglio? Perché dar battaglia adesso? Detto questo, comprendo che c'è un po' di malessere in giro. Secondo me l'unico modo per uscire dall'impasse è lavorare per vincere le elezioni amministrative e le europee. Io non vorrei trovarmi in una situazione in cui, anche dopo il 16 novembre, comunque vada, stiamo ancora a discutere di questioni interne invece che parlare agli elettori.
E' stata una sorpresa il fatto che Laforgia, un innovatore, non andasse con Corritore ma con Draghi.
Infatti io non sostengo Draghi. Io ho molta stima per Laforgia, tant'è che pensavo che fosse lui la figura più adatta a fare il coordinatore cittadino, per competenze e come segnale forte da dare all'esterno. Di Draghi voglio evitare di parlare perché non è una scelta che condivido. Però ripeto: basta discussioni autoreferenziali interne, stemperiamo i toni.



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