Milano/ Finazzer Flory ad Affaritaliani.it: "Sulla Verdi ancora ombre. Ma sono pronto a investire di più se ci sarà chiarimento"

Venerdì, 12 dicembre 2008 - 05:13:00

IL SINDACATO

Renato Zambelli confessa ad Affari di non capire. Il sindacalista della Cisl, che è stato al centro delle trattative nel momento più difficile per l'Orchestra Verdi, chiede a Finazzer Flory di prestare attenzione ai lavoratori. E di partecipare alle riunioni del Cda. "Mi sembra che l'uscita dell'assessore sia fuori tempo - spiega Zambelli ad Affari - I lavoratori hanno tutti il contratto a tempo indeterminato, e la situazione è migliorata rispetto allo scorso anno. Vorrei capire esattamente cosa intende l'assessore con le sue affermazioni. Una cosa è certa: protegga la Fondazione, non la tagli fuori dai finanziamenti. Sgarbi alle riunioni del Cda non veniva mai, si è sempre disinteressato. Che ci venga Finazzer Flory, invece. Se il dg Corbani non va bene, che lo dica in consiglio di amministrazione. Sia il Comune che la Provincia possono intervenire"

IL DIBATTITO

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di Fabio Massa

L'assessore Finazzer Flory, intervistato da Affaritaliani.it, torna sulla questione dell'Orchestra Verdi. Un'istituzione di Milano che però rischiava (e rischia) di morire schiacciata dai debiti. L'assessore chiarisce il suo punto di vista: "Rispetto e ammiro gli orchestrali. Il Comune è pronto a investire - spiega - ma deve essere coinvolto. La Fondazione non naviga in buone acque"

Assessore Finazzer, ha risollevato con forza la questione dell'Orchestra Verdi. Però il Comune deve nominare ancora un membro nel Cda. E il suo predecessore, Sgarbi, non si è mai presentato in consiglio di amministrazione...
Il senso della mia provocazione è proprio questo: restituire valore alla partecipazione istituzionale inducendo un tavolo di lavoro da un lato interno al CdA di cui facciamo parte come Istituzione, dall'altro provocare un'attenzione anche nei confronti delle imprese per avvicinarsi a questa sofferenza, che non è soltanto economica-finanziaria ma anche sociale perchè coinvolge la città che ama la cultura. E' vero che l'assessore precedente non ha seguito, perché forse era poco incline all'arte della musica, o interessato ad altri settori. Io invece sono spesso spettatore della Verdi, ho lavorato con un quartetto della Verdi a settembre a Pavia, ne conosco competenze e passioni.

Insomma, è un appassionato.
Sì, ma devo anche considerare, dal punto di vista istituzionale, che allo stato attuale l'Orchestra non naviga in buone acque.

Dal punto di vista finanziario?
Dal punto di vista finanziario. Gli uffici mi informano che ci sono debiti pregressi legati all'erario, e vi è una legge dello stato che mi impedirebbe di finanziare ancora la Verdi. Per parlare di questo, io ho convocato il direttore generale Luigi Corbani.

Lei ha convocato Corbani. Lui non l'ha mai chiamata dopo l'insediamento?
No. Io ho convocato Corbani per i chiarimenti. Se riuscirà a chiarire tutti i miei dubbi, bene. Altrimenti ne parleremo all'interno del prossimo Cda. Il mio messaggio è chiaro e semplice: sono positivo e propositivo. Però la questione va risolta.

Tuttavia i nuvoloni annunciano un temporale. I sindacati sono preoccupati per la sorte degli orchestrali.
Ripeto quello che avevo già dichiarato ad Affaritaliani.it tempo fa. Io sto dalla parte degli artisti. Io ribadisco questo concetto: ne conosco competenze e passioni. Sto dalla loro parte. Detto questo, sul piano istituzionale, devo cercare di dividere responsabilità e ruoli del management e responsabilità e ruoli del corpo orchestrale. C'è tutta la mia collaborazione costruttiva per lavorare su un piano di rientro dei debiti pregressi. Non solo ho una quota di risorse su base annua che ho confermato. Ma sono disposto anche a fare di più. Però voglio essere coinvolto, voglio essere sollecitato al dialogo. Per questo ho convocato il direttore generale Corbani. E a questa esigenza di partecipazione lui, sono certo, offrirà risposte. Per ora osservo troppa strumentalizzazione su questa vicenda. Meglio riprendere le parole di Verdi: "Torniamo all'antico, sarà progresso".

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