Milano/ Filippo Penati ad Affari: "Sto preparando una lista-laboratorio riformista. No alla Lega, sì all'esperienza di Tognoli"
Filippo il riformista. Filippo lo sperimentatore. Filippo Penati, il presidente della Provincia, sceglie Affaritaliani.it per svelare il proprio progetto politico: una lista del presidente che si basi sul riformismo, chiudendo la porta alla "scorciatoia" di un accordo con la Lega Nord. E ancora: una lista del presidente con pezzi importanti della società civile. E ancora: un laboratorio che riprenda e rilanci l'esperienza di Carlo Tognoli. Lancia messaggi, Filippo Penati, "a quelle persone che vogliono innovare". Infine, dichiara tutto il proprio entusiasmo per il progetto politico di Walter Veltroni 
Presidente Penati, lei ha chiuso la porta in faccia alla Lega Nord.
Voglio dirlo chiaramente. La strategia non è quella di un accordo tra il Pd e la Lega. Con la Lega ci possono essere momenti di convergenza su alcuni temi politici. Penso - ad esempio - ad una azione comune che si può esercitare insieme su alcuni temi che riguardano il federalismo fiscale. Ma un'alleanza con la Lega non ci porterebbe da nessuna parte. La Lega è una forza conservatrice.
Insomma, apertura solo su alcuni problemi contingenti.
Si possono fare delle convergenze per delle battaglie politiche comuni, questo credo che sia nelle cose. E' già successo e può continuare a succedere. Ma questo non prelude ad alleanze che non porterebbero nulla alla politica dell'area metropolitana milanese. Lo ribadisco: la Lega ha un punto di vista ideologico assolutamente non condivisibile e su molti temi che riguardano la vita quotidiana dei cittadini è una forza conservatrice.
Invece Milano, secondo lei, ha bisogno di riformismo. 
Carlo Tognoli
Facciamo una prima considerazione. E' dalla fine degli anni Ottanta che a Milano le proposte riformiste non vincono, non albergano più qui. Questo riguarda il centrodestra e anche il centrosinistra. C'è stata una involuzione, si è interrotta una tradizione che ha sempre visto Milano la punta più avanzata del Paese. Faccio un esempio: il laboratorio di Tognoli è ancora oggi il punto più avanzato dell'elaborazione teorica.
Riformismo, dunque, ma non solo.
Sono due gli elementi che voglio sottolineare. Un tratto fortemente riformista, un tratto fortemente innovatore. Questo è il mio impegno: Milano deve tornare ad essere un laboratorio politico-territoriale.
Provincia di Milano/ Filippo Penati: "Guardiamo con interesse all'Udc"
Una proposta da estendere?
Naturalmente. Io credo che dobbiamo aggregare a questo progetto tutte quelle sensibilità ed espressioni che vogliono concretizzare una proposta riformista in modo trasversale. Bisogna costruire lì la coalizione perché sia un confronto con pezzi del mondo politico, pezzi della società milanese. Pezzi del ceto medio. Diciamolo forte: il ceto medio non può essere solo considerato come categoria economica, dal punto di vista del reddito, ma va considerato anche e principalmente come mondo sociale di mezzo, il vero luogo delle dinamiche sociali. In questi anni è stato il vero collante sociale, è andato crescendo in dimensioni. Oggi ha un ruolo fondamentale. Qui la crisi del rapporto tra la comunità e la politica si è generalizzata: occorre un nuovo progetto politico.
La sua proposta politica è appetibile per parti o pezzi del centrodestra?
In queste settimane sto ricevendo tantissime sollecitazioni per costruire una lista del presidente. Le elezioni amministrative delle provinciali dell'anno prossimo potrebbero diventare un primo tassello di un laboratorio politico territoriale per un nuovo riformismo. Nella società c'è una spinta notevole. Una spinta che viene dal ceto medio, dal popolo delle partite iva, dai dirigenti d'azienda, che oggi hanno bisogno che Milano riaccenda i motori. Non si sentono più rappresentati da politiche che contrappongono su molti temi radicalismi opposti.



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